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18.04.2018 17:04 Emozionarte.it

Milano, Venerdì 20 aprile, dalle 19 alle 21

Apertura straordinaria in occasione del FUORISALONE

Laurel Holloman / Susi Kramer

COLOR FOREST

Milano, Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67

Ai visitatori sarà offerto un aperitivo

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17.04.2018 15:04 Emozionarte.it

Al Fuorisalone lo Champagne diventa protagonista delle nuove opere di NINI con Win‘e’land

In occasione della Milano Design Week, Francesca NINI, artista milanese che abbiamo già avuto modo di presentarvi (unica italiana invitata dagli organizzatori del Burning Man per l'edizione 2017), espone la sua nuova installazione dal 17 al 22 aprile in via Santa Marta 14 a Milano, Win'e'land, viaggio underground nel mondo delle bollicine ispirato alla pop art.

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Milano, aprile 2018 - In occasione della Milano Design Week, Francesca NINI porta al Fuorisalone il suo nuovo progetto artistico Win‘e’land. L’artista espone in via Santa Marta 14 un’installazione composta da 11 opere che raffigurano diverse bottiglie di Champagne, un viaggio al confine tra pop art e underground.

Dietro al titolo, un mix di parole e significati: win, vincere le paure e lasciarsi andare; win‘e’, vino, per celebrare; land, perché è un viaggio di scoperta.

Non più le figure umane con i loro sentimenti che da sempre caratterizzano le opere di Nini, bensì bottiglie di Champagne. Perché lo Champagne? “Perché è indicativo di un prodotto mercificato, prima di élite, ora di tutti – commenta NINI. – In realtà non è per tutti, perché complesso e affascinante tanto che ti demotiva dal degustarlo ma ti porta a buttarti avidamente in una bevuta liberatoria”. Il meglio e il peggio del bevitore, pensieri espressi dalla vandalizzazione dell’opera, termine coniato dall’artista per definire la tecnica che utilizza e che da sempre la contraddistingue: vandalizzare significa creare contrasto, una divisione di sentimento, di piacere ma soprattutto fa emergere la natura profonda dell’oggetto dipinto. La bottiglia vandalizzata, rappresenta quindi il sorseggio libero e quello che produce, gli assaggi affascinanti, inaspettati, rotondi e spigolosi.

Win‘e’land mostra anche l’altra faccia della festa: il retro dei quadri, uno sfondo scuro su cui spiccano per contrasto in rosso le frasi più espressive per NINI prese dal romanzo di Lewis Carroll Alice in Wonderland, a rappresentare il superamento della censura morale verso l’immaginazione, perché “l’immaginazione che scavalca i confini è vincente”.

Non mancano quindi i riferimenti letterari, elementi ricorrenti all’interno dell’opera dell’artista, anche con Victor Hugo, ispirazione underground per un sottoterra che è scenario di peccati e redenzione, dove “il buio ingoia ma è anche salvezza”.

Underground, movimento e tendenze del sottosuolo, un luogo proprio della società dei consumi che va ad esplorare la mercificazione sfacciatamente di superficie. È “un’esperienza dove non ci si nasconde e non si ha paura, fatta di diversità, dove c’è il coraggio di far vedere il brutto, di guardarsi violento e dominarsi”.

Win‘e’land non è solo una serie di quadri, ma nasce come un’installazione multisensoriale: i visitatori vengono introdotti in uno spazio di colori, forme e suoni, delimitato dalla verticalità degli stessi quadri, tenuti insieme da un fil rouge consistente di corde rosse che legano l’installazione creando pareti affollate. È inoltre un’esperienza uditiva, grazie al Sound Design di Stefano Pasini che conferisce al visitatore la sensazione di trovarsi in uno spazio intimo, davanti al proprio mondo interiore.

La libertà di lettura dell’opera pone al centro il visitatore: senza alcun vincolo cronologico, non c’è un ordine specifico per vivere l’esperienza dell’installazione.

Win‘e’land, come la maggior parte dei lavori di NINI, mostra in modo spiccato il suo voler essere popolare, comprensibile per tutti, diviene arte del popolo, una potenziale produzione in serie tipica della pop art.

Win‘e’land, Francesca NINI

17-22 aprile 2018, Milano Design Week

Via Santa Marta, 14 Milano

Orari di apertura: dalle 10:00 alle 20:00

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16.04.2018 19:04 Emozionarte.it

Dal 29 aprile 2018 a Bagno Vignoni, storico borgo termale della Val d’Orcia, Ninfea, installazione site specific creata in esclusiva dall’artista Simone Lingua, nome emergente dell’arte cinetica e optical, per la vasca della Piazza delle Sorgenti.

Il progetto, curato da Tiziana Tommei, presenta collateralmente una mostra diffusa, estesa al territorio attraverso un percorso che coinvolge una triade di strutture ricettive.

L’evento è parte dell’iniziativa Paesaggi del benessere 2018, promosso dal Comune di San Quirico d’Orcia in collaborazione con la Proloco di Bagno Vignoni.

L'opera sarà ospitata per due mesi.

dal 29 / 04 / 18 al 24 / 06 / 18

Inaugurazione: 29 aprile 2018, ore 17.00

Piazza delle Sorgenti e altri luoghi - Adler Thermae, Albergo Le Terme, Albergo Posta Marcucci

Bagno Vignoni, San Quirico d’Orcia (Siena)

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16.04.2018 08:04 Emozionarte.it

A Milano, nel nuovo spazio in via Mameli, le opere di "GETULIO ALVIANI: IL MOVIMENTO DEL PENSIERO, 19 aprile - 3 giugno"

"Le opere selezionate della mostra Il Movimento del Pensiero, tutte appartenenti agli anni 1960 - 1970"

Testi di Claudio Cerritelli

La galleria Conceptual inaugura la nuova apertura a Milano in via Goffredo Mameli 46 con una raccolta di opere scelte di Getulio Alviani. L’inaugurazione avrà luogo il 19 aprile a partire dalle ore 18.00, mentre l’esposizione durerà fino al 3 giugno.

Le opere selezionate della mostra Il Movimento del Pensiero, tutte appartenenti agli anni 1960 - 1970, trattano il movimento della luce intesa come avvenimento visuale che si identifica attraverso le sue matrici metalliche, ognuna delle quali completamente autonoma: sono le sue celebri composizioni metalliche, di acciaio o alluminio, lavorate secondo un processo di fresatura (superfici a testura vibratile) o di tornitura meccanica (superfici tornite), queste ultime spesso concepite come moduli componibili e di dimensioni inferiori.

Con le superfici a testura vibratile, lo sviluppo delle ricerche visive di Alviani si tramuta in evento estetico, frutto di un lucidissimo processo inventivo che si può quasi considerare un’incunabolo agli studi sui temi della percezione e della visione nelle realtà tecnologiche e artistico-digitali contemporanee.

“Geneticamente progettista”, Alviani è stato sempre sostenitore di una necessità di rigore e precisione, che lo ha portato a considerare design industriale e architettura come fondamentali alla risoluzione dei problemi legati all’esistenza dell’uomo.

Allo stesso modo, l’arte va considerata come una necessità, e l’opera non è altro che il risultato di una ricerca, e quindi la risoluzione di un problema, nello specifico di un problema legato alla percezione visiva. “Nell’oggetto compare un problema, non tanto come problema particolare o di fisica, per esempio, o di geometria, ma soprattutto il concetto di problema; cioè si tratta della problematicità stessa che trova una sua forma espressiva”. E ancora “Quella delle mie superfici è una storia che avviene nel mondo del lavoro produttivo, non dell’arte”.

Le opere di Alviani riescono a riprodurre visivamente lo strettissimo rapporto che esiste fra spazio e tempo, attraverso una progettazione quasi maniacale che coinvolge lo spettatore, in quanto è proprio la percezione dell’osservatore dell’opera, ad attivarla e a realizzarla. Una “fruizione dinamica”, quindi, né sensoriale né emotiva, bensì psicologica, in cui l’opera si delinea attraverso i celebri fattori teorizzati dall’artista: riflessione, fonte luminosa, angolazione visiva, movimento, vibratilità dell’oggetto, comportamento del fruitore.

Da sempre interessato alla luce come fenomeno fisico, impiegando calcoli esatti ed estrema attenzione ad ogni dettaglio nel raggiungimento dell’eccellenza, Alviani ha sempre affermato che la sua arte è fatta per far pensare, e l’aspetto estetico non è da tenere in considerazione. La sua particolare poetica artistica, caratterizzata da una sintesi estrema della razionalità (che forse raggiunge il suo apice negli studi di grafica “Da 0 a 9” e “Da A a Z”) fa sì che l’opera non sia più un prodotto soggettivo della mano dell’artista, bensì risultato di un’indagine rivolta a problemi di ordine strutturale nel rapporto fra opera e spettatore, inaugurando così una nuova fase della grammatica dell’arte.

Catalogo disponibile in galleria

CONCEPTUAL

arte contemporanea

Via Goffredo Mameli 46, 20129 Milano

+39 02 70103941

info@conceptual.it

www.conceptual.it

FB: @conceptualgallery

IG: @galleria_conceptual

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14.04.2018 10:04 Emozionarte.it

Gianni Rodari sempre più amato. Dalla poesia "il dittatore" https://twitter.com/Antonio79B/status/985005875277520901

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13.04.2018 12:04 Emozionarte.it

Roma, Quirinale (ma già rimosso): Sirante in "Arte e politica, da Caravaggio ai giorni nostri".

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10.04.2018 16:04 Emozionarte.it

Ultimi giorni Picasso a Genova http://www.mostrapicassogenova.it/

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09.04.2018 08:04 Emozionarte.it

A Novara, venerdì 13 aprile, l'Islanda si racconta ancora.

Una meraviglia naturale forgiata dal fuoco e temprata dal gelo, in un gioco di contrasti e colori dal fascino inesauribile. Qui l’orizzonte sembra non avere mai fine e permette di sperimentare prospettive uniche in cui i corsi d’acqua scintillanti, le coste frastagliate e le architetture di ghiaccio e di fuoco regalano inedite suggestioni. Nella sapiente fotografia la realtà sfuma nella pittura e da un punto di osservazione privilegiato la terra d’Islanda regala astratti giochi di luci, colori e materia in continuo e straordinario divenire.

Massimo Lupidi, già vincitore nel 1989 del premio "Focus on Your World" delle Nazioni Unite, in occasione della Conferenza Mondiale sull'Ambiente, è riuscito a raccontare le diversità di questo paese, trasformando molte delle sue geografie in astrazioni. Un lavoro raccolto in un libro edito da Sassi e dal titolo “Islanda tra cielo e terra”. Il volume vanta una prefazione di Eliza Reid, first lady della Repubblica d’Islanda , delle poesie della scrittrice islandese Sigurbjörg Þrastardóttir e riunisce una selezione di immagini che riprendono queste lande straordinarie sia da terra che dall’alto.

Lingua: italiano, inglese, francese

Distribuzione: internazionale

"ICELAND - Visions of Earth" - "ISLANDE - Entre entre rêve et réalité"

Data pubblicazione: 5 Ottobre 2017

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07.04.2018 09:04 Emozionarte.it

"Ero a Berlino. Volevo vedere il Muro.

Una sigaretta, una sedia, un blocco.

La prima parola fu "chissà"."

https://www.youtube.com/watch?v=c64SS8nD88E

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06.04.2018 10:04 Emozionarte.it

They're sexy. Yes. E la loro musica va oltre il loro paese.

Scoprite alla fonte quale e' il loro paese ...

https://www.youtube.com/watch?v=5iimxAJPPLY

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06.04.2018 09:04 Emozionarte.it

A cinema la mostra a Vicenza di Van Gogh

DOPO IL SUCCESSO DI LOVING VINCENT

ARRIVA AL CINEMA

Il film evento

VAN GOGH

TRA IL GRANO E IL CIELO

IL GENIO OLANDESE RILETTO ATTRAVERSO

GLI OCCHI DELLA SUA PIÙ GRANDE COLLEZIONISTA

NELLA MOSTRA DI SUCCESSO A VICENZA

In anteprima mondiale nei cinema italiani solo il 9, 10, 11 aprile

e a seguire sugli schermi di altri 50 paesi del mondo,

un viaggio tra i capolavori del pittore

CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA

DI VALERIA BRUNI TEDESCHI

Dopo il successo di Loving Vincent, che ha ormai portato nelle sale un totale di 240 mila spettatori, arriva al cinema il film evento che offre un nuovo sguardo su Van Gogh (1853-1890), attraverso il lascito della più grande collezionista privata di opere del pittore olandese: Helene Kröller-Müller (1869-1939), la donna che ai primi del Novecento, ammaliata da un viaggio tra Milano, Roma e Firenze, e sull'esempio del mecenatismo dei Medici, giunse ad acquistare quasi 300 suoi lavori, tra dipinti e disegni.

Così, proprio a partire dall’Italia tanto amata da Helene e da una mostra che sta raccogliendo un’affluenza eccezionale (sono già quasi 350.000 i visitatori a oggi, a un mese dalla chiusura), nasce Van Gogh. Tra il grano e il cielo. Il film evento, diretto da Giovanni Piscaglia e scritto da Matteo Moneta con la consulenza scientifica e la partecipazione di Marco Goldin, è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital e sarà nelle sale solo il 9, 10 e 11 aprile (elenco a breve su www.nexodigital.it), per raccontare l'unione spirituale di due persone che non si incontrarono mai durante la loro vita (Helene Kröller-Müller aveva 11 anni quando Van Gogh morì nel 1890), ma che condivisero la stessa tensione verso l'assoluto, la stessa ricerca di una dimensione religiosa e artistica pura, senza compromessi. Due universi interiori dominati dall'inquietudine e dal tormento, che entrambi hanno espresso attraverso una vera e propria mole di lettere: fonti storiche insostituibili ed elemento suggestivo che punteggia la narrazione del documentario. La colonna sonora originale del film è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino.

Ad accompagnare l'intero racconto è l'attrice Valeria Bruni Tedeschi, ripresa nella chiesa di Auvers-sur-Oise che Van Gogh dipinse qualche settimana prima di suicidarsi. L'occasione per raccontare l'intera parabola artistica di Van Gogh, e la collezione di Helene Kröller-Müller, è una mostra di eccezionale rilievo, Van Gogh. Tra il grano e il cielo, nella Basilica Palladiana di Vicenza, curata dallo storico dell'arte Marco Goldin, che raccoglie 40 dipinti e 85 disegni proventi dal Kröller-Müller Museum di Otterlo in Olanda, dove oggi è custodita l'eredità di Helene. Al viaggio dentro la mostra, si affianca quello in alcuni dei luoghi più importanti per l'arte di Van Gogh: la chiesa di Nuenen (soggetto dei quadri e dei disegni degli anni olandesi che fanno da sfondo al capitolo dedicato all'ansia religiosa di Van Gogh, che trova un parallelo in quella di Helene), l'Accademia Reale di Belle arti di Bruxelles (nelle cui aule Vincent trascorse pochi mesi), le strade di Parigi (da Rue Lepic 54, dove Vincent visse per due anni a partire dal marzo 1886 con il fratello Theo, sino al Moulin de la Galette e alla vigna di Montmartre) e Auvers-sur-Oise (dove l’artista si recò negli ultimi settanta giorni della sua vita e fu accompagnato in questo percorso dal Dottor Gachet). Una serie di preziose riprese sono state realizzate a Otterlo nelle sale e nel parco del Kröller-Müller Museum, progettato da Henry van de Velde a poco più di un'ora di auto da Amsterdam.

Il documentario propone inoltre gli interventi di alcuni autorevoli esperti: la storica dell’arte Lisette Pelsers, direttrice del Kröller-Müller Museum di Otterlo in Olanda; Leo Jansen, studioso che ha curato l'edizione critica delle lettere di Van Gogh; Sjraar van Heugten, storico dell'arte tra le maggiori autorità mondiali sul lavoro di Vincent van Gogh; la scrittrice e storica della cultura, Eva Rovers, autrice della biografia di Helene; Georges Mayer, professore onorario di Storia dell'arte all'Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles; lo scrittore e docente di Storia dell'arte all'Università Paris 8 Pascal Bonafoux.

Helene Kröller-Müller

Helene Müller fu nel suo tempo una delle donne più ricche d'Olanda. Figlia di industriali tedeschi, sposò Anton Kröller, con il quale si trasferì in Olanda e con cui ebbe 4 figli. Si avvicinò all'arte durante le lezioni di Henk Bremmer, pittore e divulgatore culturale, dal quale era solita accompagnare la figlia. Fu Bremmer a consigliarle i primi acquisti e a farle conoscere l'arte di Van Gogh. E nel 1909 Helene acquistò il primo quadro del pittore olandese. Negli anni della maturità, quando la sua collezione sarà la più importante dopo quella degli eredi di Van Gogh, Helene deciderà di fondare un museo per condividere con gli altri la serenità e il conforto che traeva dai quadri. L'ispirazione le verrà proprio da un viaggio in Italia, tra Milano, Roma e Firenze, dove l'esempio dei Medici e del loro mecenatismo fece su di lei una profonda impressione. Helene si ispirò a Van Gogh a tal punto da andare al fronte a curare i feriti durante la Prima guerra mondiale, spinta da quello stesso amore verso i sofferenti e gli umili che aveva portato Vincent a farsi predicatore laico tra i minatori della regione belga del Borinage, qualche tempo prima di decidere di diventare artista.

La mostra di Vicenza

Curata da Marco Goldin, la mostra Van Gogh. Tra il grano e il cielo (aperta sino all’8 aprile nella Basilica Palladiana di Vicenza) racconta l'arte e il genio di Van Gogh attraverso i principali periodi della sua attività: gli anni olandesi, dominati da scene di vita contadina e da colori terrosi, debitori della pittura di Jean-François Millet e della scuola realista francese di Barbizon, oltre che della scuola dell’Aia; il periodo parigino, quando Van Gogh trova la sua strada nell'esplosione del colore e nella pittura a piccoli tocchi degli impressionisti e soprattutto dei post impressionisti come Seurat; Arles, il momento più felice, quando il pittore si perde nella luce e nell'estasi della pittura en plein air, ma anche quando la tensione emotiva e il fallito tentativo di dare vita a una comunità artistica insieme all'amico Gauguin lo portano alla prima grave crisi, che lo conduce a recidersi parte dell'orecchio; il ricovero nella casa di cura per malattie mentali a Saint-Rémy e l'elaborazione di un segno stilizzato e vorticoso, forse il suo più caratteristico; infine le ultime dieci settimane a Auvers-sur-Oise, quando la sua pittura si fa un poco più distesa. Particolare rilievo la mostra dedica al disegno nella pratica dell'artista olandese. Le sue tele apparentemente istintive e realizzate in presa diretta si avvalevano talvolta di lunghi studi preparatori, non schizzi ma opere in sé compiute, dove già si trova la presenza della linea spezzata che caratterizza lo stile dei dipinti. Lavori delicati, i disegni, che soffrono la luce e che pertanto è molto raro vedere esposti.

Van Gogh. Tra il grano e il cielo è diretto da Giovanni Piscaglia e scritto da Matteo Moneta con la consulenza scientifica e la partecipazione di Marco Goldin. Prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital, con la partecipazione straordinaria di Valeria Bruni Tedeschi e la colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, sarà nelle sale solo il 9, 10 e 11 aprile.

I media partner Radio Capital, Sky Arte HD, ARTE.it e MYmovies.it.

Si ringrazia Guanda, editore italiano di Lettere a Theo di Vincent van Gogh, per aver messo a disposizione del documentario le sue traduzioni a cura di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia.

LA GRANDE ARTE AL CINEMA

Nuova stagione 2018

13 e 14 marzo

Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte

9, 10 e 11 aprile

Van Gogh. Tra il grano e il cielo

8 e 9 maggio

Cézanne. Ritratti di una vita

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05.04.2018 21:04 Emozionarte.it

A Ferrara presso Idearte Gallery i "Colori Cantori" di Angelo Tozzi Via Terranuova 41 - dal 7 Aprile – 29 aprile 2018

Inaugurazione 7 Aprile, ore 18.00 con la presenza dell’Artista

La direzione artistica dell'Idearte Gallery persegue da tempo la promozione di autori dal linguaggio espressivo rivolto all'arte esatta ed all'astrazione geometrica, un tipo di estetica incline alla rappresentazione di forme d'arte aniconiche.

Per questo Idearte Gallery è lieta di presentare “Colori Cantori”, la prima personale di Angelo Tozzi in galleria.

Il titolo del progetto invita a gettare lo sguardo verso il rapporto tra musica e colore e agli stati d’animo che tutti i giorni ci accompagnano.

Il rapporto tra musica e colore non è nuovo, tanti artisti hann cercato di dare vita alle proprie opere prendendo spunto chi dalla musica jazz, chi dalla musica sinfonica.

Alcuni artisti si sono cimentati in “performanes” mentre gruppi jazz suonavano in contemporanea alla creazione dell’opera stessa. La pittura astratta è una sintesi delle emozioni e sensazioni del mondo che circonda l’artista, emozioni e sensazioni che sono legate al contesto generale in cui l’artista vive quotidianamente.

Così come la tristezza o la drammaticità si esprime in musica con accordi in tonalità “minore”, con dissonanze o con armonizzazioni non immediatamente intuitive, anche la pittura riesce a trasmettere le stesse cose con l’utilizzo delle appropriate armonie di colori, con le geometrie a volte illusorie e con trame che trasportano l’osservatore verso mondi in cui non esistono immagini del mondo intorno a noi, ma stati d’animo trasmessi dal colore.

Per rappresentare gioia non è necessario mostrare una situazione allegra con persone che ballano o ridono, ma si può ottenere lo stesso risultato con colori che si armonizzano, ma nel contempo attraverso trame e intrecci che ci richiamano alla quotidianità della nostra vita e ai momenti piacevoli che ci rimangono impressi. Il ricordo di questi momenti col tempo spesso sbiadisce e rimane una sensazione colorata che ci accompagna nel tempo. Colore quindi che l’immaginazione dell’artista trasforma in forza spirituale ed energia delle nostre sensazioni. La geometria strutturale a cui Angelo Tozzi si è dedicato è una conseguenza della sua pulizia interiore e della sua tensione emotiva in cui non si rappresenta niente, ma si riesce a rappresentare tutto.

Biografia

Angelo Tozzi nasce nel 1960 a Latina, dove vive e lavora. Laureato in architettura, inizia a dipingere nel 1970 e sperimenta tutte le principali tecniche pittoriche. Molto presto conosce le opere di Picasso, Mirò, Pollock e subito dopo l’astrattismo e l’informale. Comincia a studiare le opere di Lucio Fontana, Burri e tutti i grandi maestri dell’informale e del minimalismo concettuale. Da quel momento comprende che la strada artistica che percorrerà sarà quella.

Nel 1980 è I° classificato per l’astratto al I° Premio Internazionale LatinArte. Fino alla metà degli anni ’80 partecipa a numerose collettive, ma poi sente la necessità di interrompere di esporre le sue opere per dedicarsi ad una ricerca basata sul togliere che lo porterà a lavorare con pochissimi segni e una ‘quasi assenza’ cromatica.

Dopo anni in cui ha prodotto opere soltanto per se stesso, nel 2003 decide di tornare ad esporre e propone i suoi ultimi lavori alla Galleria Lydia Palumbo Scalzi che, dopo varie collettive, nel 2009 gli dedica una personale. Nel 2005 ha la sua prima personale a Sperlonga e, sempre nel 2005, una collettiva nella Sala L’Agostiniana a Roma, dove espone alcune sculture realizzate in carta. Nel 2010, tramite la Galleria Lydia Palumbo Scalzi, partecipa ad una collettiva al Museo Pietro Canonica a Roma con artisti quali Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Matteo Basilè ed altri.

Nel 2015 realizza una tiratura di cento esemplari di un'acquatinta e collage, numerata e firmata, dal titolo 'AB in 2 colori', stampata da Sergio Pandolfini de 'Il Bulino', contenuta nei primi cento cataloghi della mostra 'Alberto Burri. I colori del silenzio Opere grafiche 1965-1985' Comel Edizioni, presso lo 'Spazio Comel' a Latina.

Parallelamente, come scultore, dal 2007 dedica ‘Le stanze segrete’ e ‘I giardini segreti’ a

personalità storiche e artistiche. Per queste sculture, sempre all’insegna del minimalismo, usa scatole apribili per ‘Le stanze’ e parallelepipedi per ‘I giardini’, in legno con materiali come ottone, rame, marmo e oggetti vari.

Personali e collettive

1980 I° classificato per l’astratto al I° Premio Internazionale LatinArte 2000 Salone del Mobile - Milano

2005 Collettiva nella Sala L’Agostiniana - Roma

2007 Fine art and antiques fair - Dubai (Emirati Arabi Uniti) 2009 Personale, Galleria Lydia Palumbo Scalzi

2009 Personale al Palazzo Baronale - Maenza (LT)

2010 Collettiva ‘Il Circuito dell’Arte’ al Museo Canonica - Roma

2010 Collettiva di installazioni ‘La natura, l’arte e il gioco’ - Villa Fogliano (Latina)

2010 Collettiva di scultura al Museo Medievale - Fossanova (Latina)

2011 Artexpo - Arezzo

2011 Collettiva ‘…e tutto ebbe inizio.’ Galleria Immagina - Città di Castello (PG) 2013 Finalista al Premio Internazionale Comel 'Vanna Migliorin'

2013 Collettiva 'Arte per la vita, un volto per la ricerca' - Palazzo M, Latina 2013 Personale 'Portraits' - Spazio Comel

2013 ‘Storia e collezionismo’, Arte/Studio Gallery, Benevento

2014 Collettiva ‘Luci al colmo-Lampade d’artista’, Il Quadrilatero, Città di Castello

2014 Personale ‘Gold, wood and ash’, Galleria Lydia Palumbo Scalzi

2015 NAF Napoli Arte Fiera

2015 Incisione 'AB in 2 colori' in 100 esemplari numerati con numeri arabi, 10 PDA e 10 numerati con numeri romani, contenuta nel catalogo 'Alberto Burri i colori del silenzio' - Spazio Comel

2016 Personale 'Gold, wood and ash', Galleria L'Atelier - S. Giovanni in Persiceto (BO) 2016 Donazione delle incisoni 'AB in 2 colori' al Museo dell'Abbazia di Valvisciolo (LT)

2016 Personale 'Varianti sull'Iliade' - Abbazia di Valvisciolo (LT)

2016 Collettiva con opere in permanenza 'Sottobraccio' - Museo di Corato (Bari)

2017 Personale 'Preview', Galleria L'artEst - Budrio (BO)

2017 Personale 'ContemporaneaMente', Palazzo Medosi Fracassati - Budrio (BO)

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05.04.2018 11:04 Emozionarte.it

Unusual. Violinist Caroline Campbell #musictime https://www.youtube.com/watch?v=YGZoRoWMEiI

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04.04.2018 13:04 Emozionarte.it

Vicino Mendrisio, in Svizzera, dall’11 al 21 aprile il Museo Vincenzo Vela accoglierà Babel, un’installazione dell’artista friburghese Olivier Suter che, partendo da un testo in francese sul multiculturalismo e il plurilinguismo in Svizzera scritto da Alain Berset, attuale Presidente della Confederazione Svizzera alla testa del Dipartimento federale dell’interno, e ispirandosi al gioco del «telefono senza fili», è stato poi tradotto nelle 25 lingue più parlate in Svizzera. Un’operazione culturale e artistica che evidenzia l’enorme ricchezza e varietà linguistica del paese.

Dopo il suo debutto a Palazzo federale a Berna e una permanenza all’Università di Friburgo, Babel farà tappa al Museo Vincenzo Vela grazie alla collaborazione con il Forum del bilinguismo di Bienne.

Per l’inaugurazione dell’installazione, l’11 aprile alle 18.30, oltre alla presenza dell’artista Olivier Suter, si terrà un «Poetry Babel», ovvero una “jam poetica” a cura di Marko Miladinovic, curatore e organizzatore del Ticino Poetry Slam.

Inoltre, durante i giorni della presenza di Babel al Museo, verranno anche proposti:

- un dibattito sullo stato della lingua italiana, domenica 15 aprile (alle ore 10.30), che farà il punto sulla diffusione della lingua italiana in Svizzera

-il 21 aprile il concerto «Voci di Babel», che vede protagonisti giovani studenti del Conservatorio della Svizzera italiana diretti dalla Professoressa Monica Trini, provenienti da diversi Paesi del mondo, che chiuderanno in musica e in festa l’installazione.

Per info: www.bundesmuseen.ch/museo_vela/index.html?lang=it

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04.04.2018 12:04 Emozionarte.it

Sexy. Passional. Rock. #musictime

https://youtu.be/FenMX_cGDvc

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03.04.2018 17:04 Emozionarte.it

AL CASTELLO DI SARTEANO L’INCANTO IN MOSTRA CON “C’ERA UN VOLTO E FORSE C’È ANCORA” DI CARLOTTA BERTELLI E GIANLUCA GUAITOLI Sarteano, 19 marzo 2018 - Non potevano trovare una cornice più adatta le immagini

fiabesche di Carlotta Bertelli e Gianluca Guaitoli: un castello in mezzo al bosco che, a partire dal 1° Aprile, per tre mesi, diventerà incantato grazie alle fotografie artistiche partire dal 1° Aprile,per tre mesi, diventerà incantato grazie alle fotografie artistiche

E proprio il volto è il protagonista di questo racconto, delicato e intenso insieme, che comincia con un classico “C’era una volta…” ma che trasporta ogni spettatore verso un finale differente, personale, segreto.

“Il volto senza trucco, il volto come culla di uno sguardo che chiede solo di essere guardato, accolto, mai giudicato; il volto che nel silenzio sa farsi parola, incarnata, fragile e potentissima. E’ il mistero di un bambino come te che genera tenerezza, stupore e speranza. Come una fiaba, che quando inizi ad ascoltarla sei nella tua stanza e poi ti ritrovi in uno spazio infinito - quello dell’Altro”.

Queste le parole degli artisti che, rivolgendosi alla figlia Francesca alla quale è dedicata l’intera mostra, lasciano intuire probabilmente il senso più vero e lo scopo più aulico del progetto: scoprire la bellezza e l’unicità delle persone che ci stanno accanto, conoscerne l’aspetto più intimo, ritrarli nella semplicità delle loro azioni quotidiane e così tirar fuori l’immaginifico, il sognante, il sorgivo, tutto ciò di cui spesso -nella frenesia delle metropoli- ci dimentichiamo. Perché nemico delle fiabe non è soltanto il realismo, ma la freddezza della disattenzione e l’aridità spirituale.

Negli scatti di Carlotta e Gianluca si trovano rughe, tristezza, esperienze, sollievo, speranza, paura, meraviglia, amore. Si trova tutto ciò che il prossimo sa dirci senza

neppure parlare.

“Questa mostra, nata dal desiderio di tradurre le fiabe che tanto ti piacciono in volti” continuano a spiegare gli artisti alla loro bimba “si è in realtà rivelata l’occasione per conoscere persone favolose: dai bambini agli anziani, tutti per lo più incontrati “per caso” per strada e invitati in studio come un amico a casa nostra. E loro senza bisogno di tante presentazioni si sono presentati alla porta del nostro sogno, sono rimasti fermi al buio, in silenzio, facendoci sentire la potenza del loro cuore. Tutto questo ci ha commossi. Ora è con la stessa commozione che presentiamo qui i loro volti scritti con la luce su fogli di carta sparsi e accartocciati. Chissà se un domani anche tu non camminerai per le strade della tua vita in cerca di fiabe, proprio come Cappuccetto Rosso cercava i fiori o come noi abbiamo cercato te.

Chissà se un giorno capiterà anche a te di incontrare Pinocchio alla fermata del bus che porta a scuola, o di riconoscere Geppetto che sorseggia il suo caffè seduto al tavolo di un bar, o ancora di scoprire che Hansel e Gretel vivono proprio nei boschi qui vicino a casa.

Magari li saluterai come si saluta un caro amico di vecchia data, e magari ti sorprenderai di essere ricambiata con lo stesso affettuoso saluto.

Ti sembrerà di vivere in una favola.

Allora sorriderai - sorrideremo - perché nel profondo saprai che è davvero così che si vive quando riesci a vedere non con gli occhi ma con il cuore”.

La mostra fotografica, curata da Cristina Muccioli e patrocinata -tra gli altri- dall’Istituto Diocesano di Montepulciano-Chiusi-Pienza, sarà visitabile tutti i giorni (tranne il lunedì) dal 1° aprile al 1° luglio secondo le tariffe e gli orari consueti di accesso al Castello di Sarteano. L’inaugurazione, alla presenza degli artisti e delle autorità locali, si svolgerà domenica 1° aprile alle ore 15.30.

Il Sindaco di Sarteano, Francesco Landi, così commenta entusiasta l’iniziativa: “Questa mostra ha il pregio di rendere protagonisti i nostri concittadini e di accrescere l’offerta di un castello che ormai è diventato un centro espositivo per l’arte, con l’acronimo Ram. Asseconda lo spirito di Sarteano Living, il progetto comunale che, nel nome, esprime già una missione: promuovere lo stile di vita locale, favorire la condivisione di valori, far crescere la comunità dal punto di vista economico e culturale”.

Ram -Rocca Manenti Art- nasce nell'anno 2016, in occasione della mostra fotografica di Y. Nishikawa “Tutto Scorre”, con l'obiettivo di far divenire il Castello di Sarteano non solo un luogo aperto alle visite, ma anche un contenitore d'arte di pregio per l'intera area della sud senese. Il progetto ha previsto una serie di interventi di miglioria al fine di adeguare la struttura per l'obiettivo sopra identificato. L'anno 2016 il Castello ha contato oltre i 9.000 ingressi, dato che avvalora l'impatto positivo del progetto sulla gestione della struttura che tendenzialmente registrava circa 6.000 ingressi annuali dal 2006.

SPONSOR Oltre al contributo del Comune, che annualmente investe 18.000 euro per il progetto RAM, per il 2018 il sostegno di soggetti pubblici e privati aggiungerà circa 10.000 euro al budget. La crescita del progetto sta coinvolgendo nuovi soggetti che con la propria adesione, oltre a dar pregio all'iniziativa, garantiranno una maggiore e migliorata diffusione e visibilità. Oltre ai partner privati locali va ricordata l'importante adesione della Diocesi di Montepulciano - Chiusi - Pienza tra i soggetti patrocinanti, e Grande Impero tra gli sponsor privati.

_____________________________________________________________ INFO;

www.sarteanoliving.it OPENING: Domenica 01 Aprile ore 15.30 ORARI DAL 1° AL 14 APRILE: dalle 10.30 alle 13.00 – dalle 15.00 alle 18.00 ORARI DAL 15 APRILE AL 1° LUGLIO: dalle 10.30 alle 13.00 – dalle 15.00 alle 19.00 (Tutti i giorni tranne il lunedì) TARIFFE INGRESSO: Intero € 4,00 - Ridotto € 3,00 Contatti Castello: 334 6266850 (in orario apertura) Proloco Sarteano: Corso Garibaldi, 9 - 0578 26920 BIO DEGLI ARTISTI;

Carlotta Bertelli è una fotografa e lightpainter italiana.

Nata a Modena nel 1988, all’età di vent’anni si trasferisce a Milano dove consegue il master in fotografia

di moda e still-life e reportage, scelta che già denota il suo interesse nelle storie oltre le cose. Nel 2010 viene selezionata dalla redazione di Vogue Italia nell’ambito di un progetto speciale dedicato ai giovani

talenti, al quale collabora con Elisa Zaccanti, oggi fashion editor della rivista.

Inizia così la sua carriera come fotografa di moda, conquistando i primi clienti ed editoriali pubblicati su riviste di settore sia in Italia che all’estero. Le sue immagini sin dall’inizio si caratterizzano per una forte componente creativa, spesso ironica e giocosa, ed un uso espressivo della luce, ma è con la scoperta del lightpainting che la sua visione poetica trova il suo linguaggio e riesce a parlare non solo al mondo della moda ma anche della comunicazione e della pubblicità, realizzando progetti per clienti quali Renault e Tissoart. Nel 2013 incontra il marito Gianluca Guaitoli, con cui inizia un nuovo percorso artistico dedicato al volto esposto per la prima volta a Parigi e successivamente a Parma, Modena, Ginevra e Siena.

Ha vissuto a Milano, Parigi, New York, Rio e San Paolo.

Gianluca Guaitoli è nato a Carpi il 24 maggio 1973. Inizia l’università di ingegneria, per poi lasciarla dopo un anno toccato da un’esperienza nel backstage di una sfilata di moda a Milano.

Dopo aver frequentato la scuola per parrucchieri, inizia subito ad assistere alcuni tra i migliori hair-stylist del mondo: Julien D’Ys, Eugene Souleiman, Luigi Mureno, Didier Malige, Aldo Coppola e Alessandro Squarza. “Se vuoi fare i capelli al livello che cerchi, devi dimenticarti che fai i capelli” diventa la sua frase guida.

Gianluca è oggi rappresentato dall’agenzia WM-Management, ha collaborato e collabora con riviste e clienti nazionali e internazionali quali: Vogue Italia, W Korea, Interview Germania, Hero, The Greatest, L’uomo Vogue, Amica, icarius.com, D della Repubblica, Io Donna, Santoni Edited, Palm Angels, Marithe Francois Girbaud, Valentino, Dolce & Gabbana, Versace, D Squared, Liu-Jo, Twin-Set, Chopard, Luigi Bianchi, Keaton, No Ka’ Oi e altri ancora.

Albert Watson, Michel Comte, Deborah Turbeville, Manuela Pavesi, Giovanni Gastel, Toni Thorimbert, Hill & Aubrey, Magnus Reed, Michael Avedon Gianluca Fontana, Luca Manfredi, Emilio Tini, Alessio Bolzoni, Takai, sono alcuni dei fotografi con cui ha lavorato e lavora.

Oggi Carlotta e Gianluca vivono con la loro bimba nel piccolo borgo antico di Fonte Vetriana, dove coltivano il sogno di un ritorno ad una fotografia e ad una vita più lenta. Il loro lavoro artistico sul Volto - già esposto a Parigi, Parma, Modena, Ginevra e Siena - riempirà di poesia anche le suggestive sale del Castello di Sarteano.

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03.04.2018 08:04 Emozionarte.it

A Ferrara "Colori Cantori" - Angelo Tozzi 7 Aprile – 29 aprile 2018 Inaugurazione 7 Aprile, ore 18.00 con la presenza dell’Artista

La direzione artistica dell'Idearte Gallery persegue da tempo la promozione di autori con linguaggio espressivo rivolto all'arte esatta ed all'astrazione geometrica, un tipo di estetica incline alla rappresentazione di forme d'arte aniconiche.

Per questo Idearte Gallery è lieta di presentare “Colori Cantori”, la prima personale di Angelo Tozzi in galleria,

Il titolo del progetto invita a gettare lo sguardo verso il rapporto tra musica e colore e agli stati d’animo che tutti i giorni ci accompagnano . Il rapporto tra musica e colore non è nuovo, tanti artisti hanno cercato di dare vita alle proprie opere prendendo spunto chi dalla musica jazz ,chi dalla musica sinfonica.

Alcuni artisti si sono cimentati in “performanes” mentre gruppi jazz suonavano in contemporanea alla creazione dell’opera stessa. La pittura astratta è una sintesi delle emozioni e sensazioni del mondo che circonda l’artista, emozioni e sensazioni che sono legate al contesto generale in cui l’artista vive quotidianamente.

Così come la tristezza o la drammaticità si esprime in musica con accordi in tonalità “minore”, con dissonanze o con armonizzazioni non immediatamente intuitive, anche la pittura riesce a trasmettere le stesse cose con l’utilizzo delle appropriate armonie di colori, con le geometrie a volte illusorie e con trame che trasportano l’osservatore verso mondi in cui non esistono immagini del mondo intorno a noi, ma stati d’animo trasmessi dal colore.

Per rappresentare gioia non è necessario mostrare una situazione allegra con persone che ballano o ridono, ma si può ottenere lo stesso risultato con colori che si armonizzano, ma nel contempo attraverso trame e intrecci che ci richiamano alla quotidianità della nostra vita e ai momenti piacevoli che ci rimangono impressi. Il ricordo di questi momenti col tempo spesso sbiadisce e rimane una sensazione colorata che ci accompagna nel tempo.

Colore quindi che l’immaginazione dell’artista trasforma in forza spirituale ed energia delle nostre sensazioni. La geometria strutturale a cui Angelo Tozzi si è dedicato è una conseguenza della sua pulizia interiore e della sua tensione emotiva in cui non si rappresenta niente, ma si riesce a rappresentare tutto.

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01.04.2018 20:04 Emozionarte.it

Pomodoro a Milano

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01.04.2018 15:04 Emozionarte.it

A Milano.l'opera

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30.03.2018 16:03 Emozionarte.it

Mirabilia Art Gallery di Reggio Emilia comunica che prosegue la personale “Ali d’incontro” di Giuliano Cardellini, curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei.

GIULIANO CARDELLINI ALI D'INCONTRO fino al 21 aprile a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei Si è inaugurata sabato 24 marzo presso la Galleria Mirabilia Contemporary Art Gallery a Reggio Emilia la personale Ali d'incontro dell'artista riminese Giuliano Cardellini, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei con un ottimo riscontro di pubblico e più di un centinaio di visitatori. Sabato 7 aprile dalle 18.00 alle 20.00 sara' presentata all'inerno della mostra che prosegue fino al 21 aprile, l'inedita installazione interattiva Black Box e si terrà un recital poetico interattivo dell'attrice Simona Tebaldi, con un reading delle poesie di Giuliano Cardellini e una performance dell'artista a sorpresa.

La peculiarità dell'artista -­‐ poeta è difatti quella di fondere assieme versi poetici originali e specifici e materiali scultorei e pittorici creando una sinergia potente sicuramente originale. Il risultato è una nuova ed inedita unica espressione artistica che fa riferimento al binomio Arte – Vita. La mostra intende esplorare il percorso dell'esistenza umana, con le sue contraddizioni, le sue cadute e i suoi cambiamenti, necessari per arrivare ad un'elevazione spirituale e ad una riflessione sull'esistenza.

Un nuovo stilema che si esplica nelle sette diverse serie di opere eterogenee e differenti tra loro, delle quali una realizzata apposta per la mostra, da estroflessioni, trasparenze, sculture a muro a vere e proprie installazioni che toccano tematiche stringenti e di forte attualità coniugando assieme collettività interattiva e individualità.

Opere in cui l'artista esplora e sperimenta con materiali inediti la fusione tra parola scritta ed esigenza pittorica lasciando spazio ad una inesauribile creatività. Le ali d'incontro del titolo sono quindi la volontà d' innalzamento verso qualcosa di diverso, che sia cambiamento spirituale o semplicemente indice di una vitalità ritrovata.

Guliano Cardellini è definito a buon diritto dai curatori “il poeta -­‐ scultore dell'interiorità” e come scrivono altresì gli stessi : “nella sua variegata proposta artistica, ha puntellato di peculiari componimenti una ricerca personale nell'attualità più stringente.

La parola poetante ha infatti la capacità d'insinuarsi nel flusso nullificante delle nostre abituali comunicazioni per situare un nuovo tragitto di senso.” “ La novità preponderante che caratterizza la sua dimensione artistica è il fatto che con una vis potente e sovversiva, l'artista mette in dialogo all'interno di un'unica creazione pittorica o scultorea o installativa la sua personale parola e ciò che ne scaturisce”.

Giuliano Cardellini Ali d'incontro a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei 24 marzo – 21 aprile Mirabilia Art Gallery via Plauto n.1, Reggio Emilia orari : dal Lunedi al Venerdi 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.30 Sabato e Domenica su appuntamento

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30.03.2018 16:03 Emozionarte.it

Al Castello di Monopoli JOAN MIRÓ. OPERE GRAFICHE 1948-1974 In Puglia la mostra dell’artista catalano

Monopoli, Castello Carlo V

24 marzo – 15 luglio 2018

Il meraviglioso mondo di Miró colorerà fino a luglio le sale del Castello di Monopoli. Un’antologia di circa 90 opere grafiche, appartenenti a quattro serie complete. Forme, colori, immagini fantastiche e quello straordinario alfabeto di segni creato dal Maestro catalano che rivelano la sua visione dell’arte, vissuta con curiosità e versatilità. Una vera “baraonda cromatica” da cui lasciarsi incantare.

Un itinerario nella creatività di Miró e nell'estrema poeticità della sua arte surrealista. Le splendide sale del Castello Carlo V di Monopoli ospitano dal 24 marzo al 15 luglio 2018 la grande mostra “Joan Miró. Opere Grafiche 1948-1974”, confermandosi importante contenitore culturale della città pugliese.

La mostra, promossa dal comune di Monopoli e organizzata dalla società Sistema Museo, è rappresentativa della creatività di uno dei più grandi e influenti artisti del Novecento, è dedicata alla scoperta del meraviglioso mondo di Miró attraverso un’antologia di circa 90 opere grafiche, appartenenti a quattro serie complete. Nelle creazioni del Maestro catalano le forme, i colori e lo straordinario alfabeto di segni sono il risultato della sua incredibile capacità di rinnovarsi alla luce di una visione globale dell’arte, vissuta con curiosità e versatilità. Gli sfondi neutri vengono “macchiati” da colori brillanti, come blu, rosso, verde, giallo e nero, in una precisa alternanza tra corpi informi e linee curve, per dare vita alle sue visioni oniriche.

Le serie in mostra sono Parler Seul (1948-50), Ubu Roi (1966), Le Lézard aux Plumes d’Or (1971) e Les Pénalités de l'Enfer ou les Nouvelles-Hebrides (1974). Quattro capolavori realizzati tra il 1948 e il 1974 che raccontano il “sogno poetico” di Miró, quella sua capacità di oggettivare le immagini della fantasia e di esprimerle attraverso un linguaggio assolutamente personale.

“Niente semplificazioni né astrazioni. In questo momento io non mi interesso che alla calligrafia di un albero o di un tetto”, scriveva Miró.

Un linguaggio surrealista composto da colori e segni, una vera “baraonda cromatica” che incanta lo sguardo dell’osservatore. Sperimentatore di tecniche e materiali, Miró - come Chagall, Picasso, Braque - si rivolse alla litografia affascinato dalle sue molteplici potenzialità in termini di espressione artistica.

La prestigiosa esposizione di Monopoli è un’occasione unica per scoprire il meraviglioso mondo di Miró dal quale lasciarsi incantare. La mostra accompagna il visitatore alla scoperta dell’alternanza armoniosa di segni, di immagini vibranti di colori e di versi, per sorprendersi di inattese visioni e libertà espressiva.

LE SERIE IN MOSTRA

Miró dialogò con l'opera di alcuni dei principali esponenti del mondo letterario del Dopoguerra. La serie di litografie Parler Seul racconta l'omonimo poema scritto da Tristan Tzara durante la degenza nell’ospedale psichiatrico di Saint-Alban nel 1945. Tzara, poeta rumeno, fu uno dei fondatori del movimento Dada e grande ispiratore e animatore del movimento surrealista. In Parler Seul Miró non volle “illustrare” il testo, ma preferì far dialogare le sue litografie con le parole di Tzara, giungendo ad una rara ed esemplare simbiosi tra scrittura e immagini. Il ritmo e l’ordine sono determinati da un lato dall’alternarsi di illustrazioni al testo e dall’altro da sequenze dinamiche di immagini, tanto che versi e disegni sembrano provenire da un'unica mano.

La serie Ubu Roi è una raccolta del 1966 composta da coloratissime e corpose litografie: Ubu è un personaggio grottesco le cui funzioni viscerali dominano su quelle intellettuali e rappresenta la caricatura di ogni abiezione umana. Una serie ispirata dall’opera teatrale omonima di Alfred Jarry del 1896. In tanti l’hanno rappresentata in diverso modo, da Pablo Picasso a Salvador Dalí da Jacques Prévert a Max Ernst.

Le Lézard aux Plumes d’Or, realizzata nel 1971, rappresenta la fusione compiuta tra immagine e testo poetico dal grande artista catalano, in una equilibrata coesistenza di grafismo e immagini. La poesia surrealista diventa immagine e l’immagine è testo poetico: l’attività di illustratore ha sempre rappresentato un momento fondamentale nel percorso artistico di Miró, facendone un protagonista assoluto della storia del libro d’artista. Le parole si liberano del “buon comporre” e prendono vita: il segno diventa disegno in una vera baraonda cromatica.

Il ciclo Les Pénalités de l'Enfer ou les Nouvelles-Hebrides prende il nome da una nota opera del poeta francese surrealista Robert Desnos. Miró e Desnos avevano immaginato una collaborazione già nel 1922 ma le vicissitudini storiche e l’internamento di Desnos nel campo di concentramento di Terezin dove trovò morte nel 1945 impedirono la realizzazione del progetto. Fu la moglie del poeta a fornire a Miró le poesie e l’artista spagnolo, con questo ciclo, rese omaggio all’amico scomparso. Le opere lavorano su suggestive giustapposizioni di grafemi, forme e contrasti cromatici. Il particolare formato delle tavole permette inoltre a Miró di impostare le sue opere in un’ambivalenza di vertigine espressiva e forma narrativa.

www.mostrepuglia.it

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28.03.2018 17:03 Emozionarte.it

Al museo del Cinema di Milano il buonumore: A PASQUA & PASQUETTA

I primitivi

Domenica 1 e lunedì 2 aprile h 15

MIC - Museo Interattivo del Cinema

Da non perdere, a Pasqua e a Pasquetta alle ore 15, il recentissimo e spassoso I primitivi (2018), ultima creazione della Aardman Animations diretto dal regista di punta della casa d’animazione britannica Nick Park.

https://www.youtube.com/watch?v=9h73kOMXauk

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27.03.2018 17:03 Emozionarte.it

Al museo del Cinema di Milano, Jannacci dopo il sold out !

Il più grande di tutti

Evento speciale per ricordare Enzo Jannacci

nel quinto anniversario della sua morte

Giovedì 29 marzo h 21 - SOLD OUT!

Replica giovedì 5 aprile h 21

MIC - Museo Interattivo del Cinema

In collaborazione con Archivio Nazionale Cinema d'Impresa di Ivrea, Centro Sperimentale di Cinematografia e Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea, al MIC un evento speciale per ricordare Enzo Jannacci nel quinto anniversario della scomparsa.

La serata prevede la proiezione di un'incredibile intervista inedita riscoperta dopo trent'anni dall'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa d'Ivrea, il filmato della prima esperienza di Jannacci come attore cinematografico e alcuni gioielli di animazione provenienti dall'Archivio storico dei film della Cineteca.

La serata di giovedì 29 marzo è SOLD OUT.

La replica sarà giovedì 5 aprile h 21

Ingresso libero con Cinetessera e con prenotazione obbligatoria allo 0287242114 in giorni e orari d'ufficio

Il programma della serata

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21.03.2018 11:03 Emozionarte.it

Il 24 e 25 marzo con il FAI. Porte aperte.

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21.03.2018 09:03 Emozionarte.it

Condividere una poesia per un caffè. A Casazza (Bergamo)

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