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11.03.2020
18:03
Emozionarte.it

In streaming dalla Triennale Milano il Decamerone: prendendo spunto dall'opera di di Giovanni Boccaccio, Triennale ha invitato artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti ad “abitare” gli spazi vuoti di Triennale per sviluppare una personale narrazione.

Prossimo appuntamento, domani alle ore 17.00, con la "novella" di Annamaria Ajmone: la coreografa e danzatrice l'artista presenterà un intervento performativo che è parte di un progetto più ampio, intitolato Arcipelago,che riunisce una serie di azioni costruite e vissute in spazi non teatrali.

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Triennale Decameron: storie in streaming nell’era della nuova peste nera

A cura del Comitato scientifico di Triennale Milano: Umberto Angelini, Lorenza Baroncelli, Lorenza Bravetta, Joseph Grima

Da un’idea di Joseph Grima

Giovedì 12 marzo, ore 17.00

Annamaria Ajmone, coreografa e danzatrice

Proseguono gli appuntamenti di Triennale Decameron – nuovo format di Triennale Milano che invita artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti ad “abitare” gli spazi vuoti di Triennale per sviluppare una personale narrazione – con la coreografa e danzatrice Annamaria Ajmone, giovedì 12 marzo.

Annamaria Ajmone presenterà un intervento performativo che è parte di un progetto più ampio, intitolato Arcipelago, che riunisce una serie di azioni costruite e vissute in spazi non teatrali. Passaggi, attraversamenti, formati elastici con tempi brevi, fulminei o dilatati. Arcipelago raccoglie dei “soggiorni temporanei”, ogni azione trasforma lo spazio in “luogo” privato ma condiviso. Per Triennale Decameron Annamaria Ajmone creerà una nuova azione in dialogo con le geometrie degli spazi del Palazzo dell’Arte.

Triennale Decameron è un progetto di Triennale Milano sviluppato a partire dallo spunto del Decamerone di Giovanni Boccaccio, che narra di un gruppo di giovani che nel 1348 per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera e a turno si raccontano delle novelle per trascorrere il tempo.

Tutte le “novelle” di Triennale Decameron saranno trasmesse in diretta sul canale Instagram di Triennale. Tutti i giorni alle 17.00.

Annamaria Ajmone

Annamaria Ajmone è una danzatrice e coreografa, laureata in Lettere moderne presso l’Università Statale di Milano e diplomata presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Al centro della sua ricerca c’è il corpo inteso come materia plasmabile e mutevole capace di trasformare spazi in luoghi creando parallelismi e sovrapposizioni temporali. Si avvale per le proprie produzioni di collaboratori con cui condivide il processo creativo, coinvolgendo così diverse immagini e visioni. Come danzatrice, ha lavorato con Alias Compagnie, Ariella Vidach, Daniele Ninarello, Santasangre, Cristina Kristal Rizzo, Mithkal Alzghair, Moritz Ostruschnjak. Come coreografa, ha presentato i propri lavori in numerosi festival di danza, teatro e performing art, musei, gallerie d’arte e spazi atipici in Europa, Asia, Nord Africa e Stati Uniti. Collabora con diversi artisti su progetti di varia natura e durata tra cui Canedicoda, Palm wine, Muta Imago, Strasse, Jacopo Miliani. Nel 2015 vince il premio Danza&Danza 2015 come “miglior interprete emergente-contemporaneo”. È tra gli organizzatori di Nobody's Business in Italia, piattaforma di scambio di pratiche tra artisti. Tra i suoi progetti: Tiny (premio DNA 2014); Arcipelago, progetto coreografico per spazi non teatrali; Mash con la coreografa cilena Marcela Santander Corvalan; TO BE BANNED FROM ROME, realizzato con il musicista Bienoise; ATTIKA, con la compagnia Industria Indipendente. È artista associata a Triennale Milano Teatro per il triennio 2019/2021.

I prossimi appuntamenti

Venerdì 13 marzo, ore 17.00

con Invernomuto, artisti

Domenica 15 marzo, ore 17.00

con Giovanni Agosti, storico e critico d’arte

Lunedì 16 marzo, ore 17.00

con Anna Franceschini, artista

Martedì 17 marzo, ore 17.00

con Omar Pedrini, musicista

Mercoledì 18 marzo, ore 17.00

con Victoria Cabello, conduttrice televisiva e attrice

Venerdì 20 marzo, ore 17.00

con Piero Salvatori, violoncellista

Ulteriori ospiti confermati per le prossime settimane saranno: Linus, conduttore radiofonico; Teresa Ciabatti, scrittrice; Damiano Michieletto, regista teatrale; Michela Murgia, scrittrice; Giacinto Siciliano, direttore Carcere di San Vittore, con Silvia Basta, responsabile dei progetti Fondazione Maimeri; Tiziano Scarpa, scrittore; Patrick Tuttofuoco, artista; Sandro Veronesi, scrittore.

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Elettra Pr

Francesca Raimondi

nella foto Alfredo Anceschi. Antala Musei civici di Reggio Emilia

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06.03.2020
09:03
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Bologna, XV secolo. https://it.wikipedia.org/wiki/Compianto_sul_Cristo_morto_(Niccol%C3%B2_dell%27Arca)

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03.03.2020
15:03
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A Cecina al via la personale dell’artista Giuseppe Linardi - Déjà New

Presso le sale del Centro Espositivo del Comune di Cecina prenderà il via sabato 7 marzo la mostra ‘Déjà New’, personale

dell’artista Giuseppe Linardi, mostra promossa dall’Amministrazione Comunale di Cecina, organizzata da ACS Art Center

in collaborazione con l’Associazione Culturale Aruspicina.

La mostra, aperta dal 7 marzo al 13 aprile è a cura di Alessandro Schiavetti.

Linardi, pittore e scultore, è nato a Buenos Aires in Argentina nel 1971 e attualmente vive e lavora a Follonica, in Toscana;

l’artista, oltre che a numerose personali e collettive, ha partecipato alla 56ª Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia con

l’installazione chiamata Toys, selezionata dal curatore Okwui Enzewor. Dopo la scuola d’arte e l’Accademia di Belle Arti a Firenze

si dedica per un periodo all’Iperrealismo, che poi evolve con uno sviluppo del suo lavoro mirato alla deframmentazione dello

stesso in colpi di pennello chiamati ‘codici’ dall’artista stesso, processando l’opera e scomponendola in vere e proprie de-

codifi cazioni apportate da tale tecnica, che disorientano l’osservatore dalla staticità d’insieme, inducendolo a rielaborare l’ottica

dell’opera in vivaci e nuove sensazioni percettive.

L’abilità di Linardi nel decodifi care si sviluppa ancora e la sua tecnica si trasforma evolvendosi nuovamente, grazie all’innato

desiderio dell’artista di sperimentare nuovi progetti e nuove forme di comunicazione; l’esperienza ottica della nuova genera-

zione di opere che l’artista realizza è un’esperienza unica per interattività e impatto. Attraverso l’utilizzo di colate specifi che

di colore che si riavvicinano, abili e fl uide pennellate e collages, i dettagli si arrotondano e aumentano la loro possibilità inter-

pretativa, alimentando di fatto l’impatto visivo e allo stesso tempo la fantasia stessa dell’osservatore che ne osserva le infi nite

possibilità compositive. Nella mostra ‘Déjà New’ l’artista propone, attraverso questa tecnica, una sua interpretazione dei

grandi classici della Storia dell’Arte italiana; alcune immortali opere dei maestri come Tiziano, Michelangelo, Caravaggio,

Botticelli, Leonardo, Raffaello, vengono reinterpretate da Linardi grazie alla sua evoluzione pittorica, che sprigiona da se stes-

sa, in un’esplosione cromatica di infi nite possibilità percettive, un’avvolgente visione d’insieme particolarmente accennante

e sensuale. Le opere che sono rimaste immortali nel tempo dei tempi, grazie all’immensità della maestria che ha caratterizzato la

Storia dell’Arte italiana nelle sue più grandi fi gure chiave, si schiude in vibranti interpretazioni contemporanee che con Linar-

di assumono un valore estetico di altissima risonanza, rimodellate e strutturalmente pronte a evolversi ancora esponendosi

virtualmente e progressivamente verso l’osservatore stesso.

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27.02.2020
18:02
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A Romainville, vicino Parigi, SARDINIA LAND AND SOUND

(SARDIGNA LOGU SONANTE) Spettacolo di MUSICA e di IMMAGINI

Progetto musicale di valorizzazione del patrimonio ambientale e identitario sardo

Con Yvonne Hahn e Fabio Furia al bandoneon, Alessandro Di Liberto al piano

Video di Massimiliano Marraffa con i contributi inviati dagli utenti web

Sabato 14 MARZO 2020 h 18:30

presso

ArtenPartage

57 boulevard Edouard Branly

bus 322 Mairie de Montreuil/ bus 115 Porte de Lilas-Metro

Entrata libera

Dopo il grande successo della prima esibizione ad Avignone, sbarca a Parigi, ospite della residenza artistica “Partage” organizzata dalla Galleria «ART en Partage», "Sardigna Logu Sonante / Sardinia Land & Sound", spettacolo di musica e immagini creato per celebrare la straordinaria bellezza del patrimonio culturale e ambientale di questa suggestiva isola italiana.

Fabio Furia, compositore e bandoneonista, e Alessandro Di Liberto, pianista e compositore, proporranno un’inedita versione delle sonorità e dei ritmi sardi, affiancati da Yvonne Hahn, bandoneonista e docente nel Conservatorio di Avignone.

Ad accompagnare le musiche, il video realizzato dal visual artist Massimiliano Marraffa a partire dai contributi inviati dai numerosissimi utenti che hanno risposto alla call lanciata dal sito dell’associazione Anton Stadler, che ha ideato l’intero progetto - cofinanziato grazie ad un bando con fondi del POR Sardegna F.E.S.R. 2014/2020. Asse III, Azione 3.4.1. Bando IdentityLAB 2 – 2018.

Un progetto, quello di "Sardigna Logu Sonante / Sardinia Land & Sound", che nasce e si fonda sull’unione: di suoni seducenti e scorci mozzafiato dell’isola, ma anche di presente e di passato. Da un lato, le foto o video realizzati dagli utenti web, magari durante una gita o una vacanza in Sardegna, selezionati e riproposti creativamente dalla maestria del visual artist Maraffa, dall’altro le partiture, scritte in buona parte da Alessandro di Liberto pescando a piene mani dalla tradizione musicale isolana (dai ritmi de su ballu tundu a brani senza tempo come No potho reposare) per costruire un concerto capace in diversi momenti di virare verso il jazz.

In occasione della serata sarà allestito anche un info point dedicato alla Sardegna, con il materiale promozionale dei principali beni culturali e ambientali dell’isola. Sono in programma degustazioni di prodotti tipici: vini, grazie alla collaborazione con la Cantina Aru, e formaggi locali.

Dopo l’appuntamento di venerdì 14 marzo 2020, "Sardigna Logu Sonante / Sardinia Land & Sound" parteciperà il prossimo ottobre nel corso della settimana italiana di Avignone, manifestazione dedicata a festeggiare la cultura del Belpaese. Per questo evento sarà coinvolto un ulteriore visual artist, Federico Cozzucoli che, come i suoi predecessori, produrrà a partire dai contributi inviati via internet un video sul patrimonio ambientale e identitario della nostra isola, che farà da scenografia al concerto.

Nel corso del 2020 lo spettacolo sarà proposto anche in Sardegna.

L’associazione Anton Stadler è un organismo professionistico operante in campo musicale, artistico e culturale nel territorio del Sulcis Iglesiente.

Attiva da oltre 15 anni, è riconosciuta e sostenuta stabilmente dalla Regione Autonoma della Sardegna e dagli enti locali che, di volta in volta, ospitano gli spettacoli organizzati e distribuiti dall'associazione.

Fin dalla sua istituzione, nel 1998, la sua mission è la promozione e valorizzazione della musica in tutte le sue forme e generi. Ciò è reso possibile, da un lato, attraverso l’attività concertistica, l’organizzazione di importanti rassegne, e laboratori didattici; dall’altro, attraverso la produzione di spettacoli ideati dall’Associazione, distribuiti stabilmente nel territorio nazionale ed europeo.

L' associazione ogni anno presenta al pubblico prestigiosi festival dedicati alla musica, nuove produzioni firmate "Anton Stadler", spettacoli di compagnie ospiti ed importanti eventi musicali, contribuendo a creare un'offerta artistica e culturale di grande valore per l'intero territorio del Sulcis Iglesiente.

Guidata dal direttore artistico Fabio Furia, l’Associazione, nel corso della sua intensa attività, ha stretto importanti collaborazioni con Enti Pubblici, quali la Provincia di Carbonia Iglesias e i Comuni del territorio, nonché con le fondazioni e i teatri, come ad esempio la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari ed il Teatro Centrale di Carbonia, riuscendo in tal modo a divenire un collettore strategico fra le realtà imprenditoriali locali, le organizzazioni no profit e le altre associazioni culturali.

Luogo: ArtenPartage (https://www.artenpartage.com)

Indirizzo: 57 boulevard Edouard Branly - 93230 Romainville

Quando: 14 MARZO 2020

ORARIO: ore 18:30

Genere: musica; video; visual art; degustazione

ENTRATA LIBERA

Press kit: https://tinyurl.com/SardiniaLoguSonanteParis

FACEBOOK : https://www.facebook.com/events/660631591363130/

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11.02.2020
18:02
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A Milano "Dreams" esposizione personale delle opere dell’artista Stefano Mancini.

Giovedì 20 febbraio 2020 | dalle ore 19.00 | via Maiocchi 15 | Milano Vernissage di inaugurazione

La galleria Maiocchi15 inaugura giovedì 20 febbraio, dalle ore 19 in via Maiocchi 15 a Milano, la mostra “dreams”, esposizione personale delle opere dell’artista Stefano Mancini. La mostra racconta il mondo interiore intriso di stupore e meraviglie dell’artista. Nelle opere coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, racconti, un universo di sogni dai colori vivaci e sfumature intense, dove si muovono personaggi reali o immaginari. Uno stile particolare, paragonabile allo stupore che prova un bambino scoprendo mano a mano il mondo, meravigliandosi delle cose belle e dei sogni.

dreams è un teatro onirico dove gli attori recitano su un palcoscenico colorato fatto di scenografie giocose servendosi solo di un tratto veloce, dei colori, delle passamanerie e delle carte da gioco. Un inesauribile percorso che da’ vita ad un mondo dai mille colori, forme, occasioni, suoni e luci. Un caleidoscopio magico.

dreams è una raccolta dell'ultima produzione di Stefano Mancini, “particolari” che dal mondo della scena passano sul supporto pittorico per rappresentare a tutto tondo l’immaginario della sua pittura.

La serata di inaugurazione sarà accompagnata da un concerto di arpa e violino.

Stefano Mancini

Stefano Mancini nasce a Portoferraio (Isola d’Elba) nel 1970. Frequenta l’Istituto Statale d’arte di Tivoli e in seguito l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 93 si diploma con lode in scenografia. Qui segue i corsi di Nato Frascà, Giorgio Scalco e dello storico dell’arte Roberto Maria Siena. E’ scenografo e costumista teatrale, artista poliedrico impegnato anche nelle arti figurative e nell’arte applicata. Numerose le collaborazioni, con noti registi, per le realizzazioni di scene e costumi di svariati spettacoli teatrali. A partire dagli anni ’90 si dedica continuativamente alla pittura, sperimentando tecniche materico cromatiche con impreziosimenti di collage di carte e stoffe. Con il suo lavoro propone e affronta allegoricamente l’opera lirica, testi teatrali, favole e racconti rappresentati tutti con la chiave ironica e giocosa con cui legge e rielabora le sue idee e fantasie. I suoi lavori sono presenti in collezioni private in Italia e all’estero e recentemente il Corriere della Sera pubblica le sue opere. Immergersi in un’opera di Stefano Mancini è una “fantastica” peripezia dello spirito. E’ stato dimostrato, da decenni di studi, che molto del nostro nucleo psicologico si forma quando, ancora bimbi, ci confrontiamo con la dimensione della fiaba, la quale, entrando in consonanza con la psicologia infantile, accompagna nel creare una prima visione del mondo, strutturando e guidando l’individuo nel superamento delle paure ancestrali e dei più atavici conflitti interiori. Essa possiede una multiforme ricchezza, in quanto metafora di esperienze di vita e di modelli di comportamento. Costituisce uno dei primi strumenti che dischiudono al pensiero immaginativo, il quale apre uno spazio di riflessione che restituisce e rielabora gli aspetti simbolici con cui il bambino impara a relazionarsi con l’esterno. Medesimo valore hanno anche il mito, la tragedia, la commedia, che altro non sono che fiabe per adulti.

La rappresentazione satirica dell’immaginaria commedia umana vive nei suoi fiabeschi personaggi quale simbologia di un mondo gioioso e lieve, in cui, in un tripudio di colori brillanti e vivaci, trionfano l’amore, la leggerezza e la “joie de vivre”.

In tutte le opere emerge la passione per l’architettura e per il teatro. I personaggi di questo artista si muovono infatti tra magnifiche quinte teatrali, oppure nel contesto di città medievali e rinascimentali, sullo sfondo di splendidi monumenti architettonici. Il loro mondo, così come i loro costumi, è colorato, sgargiante. Sono re e regine, nobildonne e cavalieri, che popolano regni immaginari dove ancora paiono vigere i valori cortesi. E noi in questo magnifico scenario ci immergiamo volentieri, poiché, da qualche parte, nella nostra memoria e nella nostra fantasia, queste figure esistono davvero e abitano i nostri sogni, come paradigmi di quel mondo perfetto che tutti vorremmo vivere. Ma non ci resta che rimanere rapiti ad osservarli, re senza regni, regine senza principi, guerrieri senza vittorie. Ed è questo contrasto, l’eterno conflitto tra reale ed ideale, che ce li fa amare. Dalla realtà al sogno, il mondo raccontato da Mancini appare come un’isotopia che ripropone, pur nella loro ogni volta nuova figurazione, percorsi tematici che entrano in consonanza con lo spettatore. Tutti gli elementi figurativi che l’artista pone sul proscenio della propria rappresentazione concorrono a comunicare il passaggio dal mondo reale alla dimensione magica del sogno. La verosimiglianza del contesto, l’uso della prospettiva, questi dipinti che paiono inquadrature di un cortometraggio, l’inserto della parola, sono tutti elementi comunicativi che contribuiscono a creare un contesto di riferimento “condiviso” che ci rassicura e ci avvince, regalandoci ad un’eternità senza tempo in cui tutto è possibile.

Maiocchi15

Maiocchi15 propone una continua attività di ricerca nel campo dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione a “raccontare i nostri tempi attraverso vere opere d’arte in un mondo digitale in cui siamo sopraffatti da immagini senza filtro e senza progettualità”.

Coniugare gusto, ricercatezza e valore artistico - con un occhio “affordable” - è la mission della galleria Maiocchi15.

Info Utili

Periodo espositivo: dal 20 febbraio al 15 marzo 2020

Orario: dal lunedì al sabato (9.30 – 13 e 14.30 – 19.30)

Ingresso libero

Contatti Galleria

MAIOCCHI15

via Maiocchi 15, 20129 - Milano

tel. 02.23184910

maiocchi15@gmail.com

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31.01.2020
09:01
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A Vicenza Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi

in Basilica Palladiana, Vicenza, fino al 13 aprile 2020

a cura di Stefania Portinari

Comunicato stampa

L’amicizia femminile, il sogno, il doppio riflesso nello specchio, il rapporto tra il pittore e la modella, donne fiere al punto da divenire feline, la nostalgia di paradisi perduti, ma anche la crudezza della realtà, sono i temi centrali della mostra.

Dipinti meravigliosi, abiti bellissimi, gioielli, sogni di esotismo, desideri di viaggi e amori pervadono lo spazio espositivo, in dialogo bellissimo con l’architettura della basilica palladiana. L’effetto sarà magico, rievocando quegli Anni Venti in cui, come scrisse la prima critica d’arte donna, la potente Margherita Sarfatti, “la pittura appare tra tutte l’arte magica per eccellenza”.

Lo scrittore Massimo Bontempelli, quasi evocasse le ragazze di oggi, raccontava con affascinata meraviglia i primi piani delle donne distratte nei caffè. Siamo negli anni Venti e, nell’Europa uscita da poco dalla Prima guerra mondiale, le donne cominciano a conquistare un proprio ruolo: sempre più autonome, seduttive e moderne. I capelli si accorciano come la lunghezza delle gonne, mentre la loro influenza nella società e nella cultura si fa sempre più intensa. Coco Chanel cambia la moda, Amelia Earhart attraversa in volo l’Atlantico, i balli di Josephine Baker incantano Parigi, Virginia Woolf scrive i suoi capolavori.

Sogni di avventure, amori e successi imperniano le esistenze degli artisti che attraversano quegli anni come un viaggio ricco di aspettative e desideri, in un tempo che sa essere anche complicato. Interpreti sensibili dei cambiamenti e dei sentimenti, i pittori danno vita a immaginari nuovi, da cui nascono ritratti di donne che si stagliano da protagoniste con potenti personalità, esaltate nella loro seducente energia.

Di queste signore offrono ritratti magnetici gli artisti che stanno promuovendo l’arte più nuova, all’insegna di una ‘classicità moderna’. Sono tutti stati convocati nella mostra: Felice Casorati, Mario Sironi, Antonio Donghi, Achille Funi, Piero Marussig, Mario Cavaglieri, Guido Cadorin Massimo Campigli e, naturalmente, Ubaldo Oppi. Oppi, cresciuto a Vicenza ma formatosi tra Vienna, Venezia e Parigi, ha un immediato successo in mostre importantissime, anche nella Milano e nella Roma dei primi anni Venti, dove viene ‘scoperto’ da Margherita Sarfatti e Ugo Ojetti. I suoi dipinti ci rivelano lo sguardo attraverso cui scorrono in mostra una costellazione di ritratti dei maggiori artisti che sono stati suoi amici e avversari in esposizioni strabilianti, dal Salon d’Automne di Parigi al Premio Carnegie di Pittsburgh, dalla Biennale di Venezia alla mostra di Modern Italian Art di New York.

La sede e il gruppo di lavoro

La mostra è parte di un progetto di rilancio della Basilica Palladiana di Vicenza, destinata a ospitare continuativamente esposizioni di rilevanza internazionale.

L’esposizione è curata da Stefania Portinari, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, affiancata da un comitato scientifico composto da Gabriella Belli (Fondazione Musei Civici di Venezia), Elena Pontiggia (Accademia di Belle Arti di Brera), Alessandro Del Puppo (Università degli Studi di Udine), Luca Massimo Barbero (Fondazione Giorgio Cini di Venezia), Nico Stringa (Università Ca’ Foscari Venezia), Valerio Terraroli (Università degli Studi di Verona), Elisabetta Barisoni (Fondazione Musei Civici di Venezia), Giuseppina Dal Canton (Università degli Studi di Padova), Sergio Marinelli (Università Ca’ Foscari Venezia), Sileno Salvagnini (Accademia delle Belle Arti di Venezia).

La mostra

Una delle correnti di pittura più affascinanti degli anni Venti è quella del “Realismo Magico”, in cui la visione della realtà è immersa in un’atmosfera di meraviglia e di attesa, che in Italia è affiancata dalle ricerche degli artisti riuniti nella definizione di “Novecento Italiano”, che declinano la loro arte evocando anche memorie della classicità e del Rinascimento.

Tale esaltante alleanza tra modernità e classicità è preceduta da una riflessione profonda sui rinnovamenti della pittura che sono avvenuti a Vienna e a Parigi tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, in particolare da suggestioni della Secessione Viennese guidata da Gustav Klimt, dal simbolismo e dall’espressionismo, in cui le donne sono raffigurate come fanciulle, muse dormienti, ninfe leggiadre o seduttrici, come dentro un sogno di fiaba. Non a caso la mostra si apre con la leggendaria ‘Giuditta’ di Klimt.

Quelle raffigurazioni pervadono le ricerche di molti protagonisti dell’arte italiana e trovano riscontro in particolare a Venezia, dove quelle influenze fioriscono nelle mostre di giovani artisti che si tengono a Ca’ Pesaro, dove espongono tra gli altri Vittorio Zecchin, Felice Casorati e Mario Cavaglieri, profondamenti influenzati dall’impatto di Klimt, che ha anche una sala personale alla Biennale di Venezia del 1910. Altri, come Arturo Martini, Gino Rossi o Guido Cadorin, seguono la strada indicata dal post-impressionismo o dal cubismo. Da quelle meravigliose scoperte prende avvio un mondo nuovo, un’arte che non si era mai vista, che emana ispirazioni ardite e inebrianti follie, un’idea spregiudicata che innerva la Belle Époque e scorre, rinnovata e intensa, nel primo dopoguerra.

Ubaldo Oppi (Bologna 1889 – Vicenza 1942) è un protagonista assoluto di quegli anni, uno degli artisti più famosi tra l’Europa e gli Stati Uniti: a Parigi conosce Modigliani allo sbando, ha un flirt con la modella Fernande Olivier, che lascia Picasso per fuggire con lui, viene rapito dai colori intensi e dalle pennellate fauves di Kees van Dongen, dai segni sinuosi di Matisse.

Negli anni Venti crea affascinanti ritratti di donne, dalle Amiche all’amata moglie Delhy, che vengono acquistate in collezioni favolose. Dalla Biennale di Venezia al Salon d’Automne di Parigi, dal prestigioso Premio Carnegie a Pittsburgh alla Mostra della Secessione nel Glaspalast di Monaco di Baviera, è conteso da curatori e intellettuali.

Assieme a lui si muovono nel panorama più avvincente dell’arte protagonisti, tra gli altri, quali Felice Casorati, Mario Sironi, Antonio Donghi, Cagnaccio di San Pietro, Achille Funi, Piero Marussig, Mario Cavaglieri, Guido Cadorin, Massimo Campigli.

I crediti

La mostra è promossa dal Comune di Vicenza e realizzata dal Palladio Museum e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza in collaborazione con l’Accademia Olimpica e la Fondazione Giuseppe Roi. È sostenuta dalla Provincia di Vicenza, con il patrocinio della Regione del Veneto e con il contributo di Fondazione Cariverona.

Partner della mostra è Intesa Sanpaolo.

Si ringraziano le organizzazioni e le aziende che hanno creduto e sostenuto questo progetto: gli sponsor Confindustria Vicenza, AIM Vicenza SpA e Zeta Farmaceutici con il marchio Euphidra dermocosmesi italiana e lo sponsor tecnico Idealed del Gruppo Bibetech SpA.

Media partner sono Il Giornale di Vicenza e TVA.

Hanno contribuito alla promozione della mostra il Consorzio Vicenzaè e Confcommercio Vicenza.

Un ringraziamento particolare a Cereal Docks, sostenitore della campagna Art Bonus per l’allestimento del progetto triennale Grandi Mostre in Basilica.

site www.mostreinbasilica.it

Ufficio Stampa nazionale

Studio ESSECI di Sergio Campagnolo

Tel. 049663499

Referente: Roberta Barbaro – gestione3@studioesseci.net

www.studioesseci.net

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24.01.2020
16:01
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Perle dal seicento non digitalizzato, dal Sebino - lago d'Iseo.

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20.01.2020
17:01
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A Vicenza Il primo appuntamento del 2020 di "Sogni del Novecento" la storia dell’arte raccontata al Teatro Comunale di Vicenza

In programma giovedì 23 gennaio alle 20.45 al Ridotto: sarà Stefania Portinari, curatrice della mostra “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” ad intrattenere gli spettatori con la sua conferenza-spettacolo dedicata a “La milleduesima notte: arte e moda negli anni Venti”, un fascinoso racconto degli straordinari cambiamenti negli stili di vita di quell’epoca,ed in particolare sulla nascita della moda, dei suoi cerimoniali e della figura dello stilista.

CONFERENZE SPETTACOLO SULL’ARTE ARRIVA, CON STEFANIA PORTINARI, L’ARTE E LA MODA DI INIZIO NOVECENTO

Riprende in gennaio al Teatro Comunale di Vicenza la rassegna dedicata all’Arte, realizzata con la direzione artistica di Guido Beltramini, direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e del Palladio Museum, con approfondimenti inediti sul Novecento, per mettere in scena, visioni e artisti raccontati in modo originale, e per gettare una luce nuova e ‘diversa’ rispetto alle letture tradizionali del secolo breve. I Sogni del Novecento - questo il titolo delle conferenze-spettacolo 2020 - parleranno al pubblico di grande pittura, architettura, moda e mercato, quattro punti di vista da cui osservare un panorama insolito sul Novecento, un’epoca che ha cambiato il nostro modo di vedere e di fruire l'arte.

Ed è evidente lo stretto rapporto con alcuni temi presenti nella mostra “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” in Basilica Palladiana fino al 13 aprile, con il prossimo appuntamento in programma giovedì 23 gennaio alle 20.45 al Ridotto: sarà proprio la curatrice della mostra Stefania Portinari ad intrattenere gli spettatori con la sua conferenza-spettacolo dedicata a “La milleduesima notte: arte e moda negli anni Venti”, un fascinoso racconto degli straordinari cambiamenti negli stili di vita di quell’epoca, ed in particolare sulla nascita della moda, dei suoi cerimoniali e della figura dello stilista.

Nell’incontro in scena al Ridotto giovedì, Stefania Portinari trascinerà il pubblico nelle feste parigine del sarto Paul Poiret, dai primi anni del Novecento fino ai ruggenti anni Venti, in un tourbillon tra arte e moda. Il titolo rimanda a quello di una festa, la più spettacolare di tutti i tempi, organizzata il 24 giugno 1911 da Paul Poiret, creatore di moda, collezionista d’arte, amante del lusso: allestita nel giardino di casa sua e ispirata all’orientalismo imperante delle Mille e una notte, fu intitolata La Fête de la Mille et Deuxième Nuit. Fu davvero un sogno ad occhi aperti: tutti gli invitati indossavano costumi orientali e per Poiret fu l'occasione di mostrare le sue collezioni di moda con abiti audaci e scenografici e, per la prima volta, i pantaloni di chiffon in stile harem, la gonna-pantalone e i turbanti all’orientale. Poiret, stilista ante-litteram, fu il primo a lanciare un profumo e a ideare una collezione di moda maschile, ad inventare le boutiques, a studiare le dinamiche del prêt-à-porter e delle royalties, a chiedere agli artisti di lavorare per lui; ma con la sua moda proponeva soprattutto un ideale di donna, seducente e libera, resa più attraente dagli abiti morbidi e raffinati, quasi una principessa come quelle che, nella mostra in Basilica Palladiana, incedono nei pannelli delle Mille e una notte di Vittorio Zecchin.

Il 1911 è anche l'anno in cui Ubaldo Oppi giunge a Parigi e conosce Picasso, Modigliani, van Dongen e gli altri protagonisti dell'avanguardia. Suo padre, che gestiva un negozio di calzature di lusso in contrà Cavour a Vicenza, la cui vetrina "faceva sognare signore e signorine" - come scrive un giornale dell'epoca - avrebbe preferito non diventasse un artista; ma erano state proprio le sagome di quelle scarpine a ispirare i primi disegni del pittore.

Negli anni Venti la silhouette degli abiti cambia ancora, si accorcia e fascia i corpi, rincorrendo libertà e indipendenza. Ne è una grande interprete Coco Chanel, ma racconta queste atmosfere anche lo scrittore Massimo Bontempelli che descrive quella Milano anni Venti in cui si muovono Margherita Sarfatti e gli artisti del Novecento Italiano. Seduzione, magia, fascino, raffinatezza, saranno così le parole chiave di un incontro, arricchito dalla visione di quadri importanti, in cui Stefania Portinari racconterà di un tempo in cui persino le cravatte di Filippo de Pisis erano "un poema" o i protagonisti dei romanzi, come Il prete bello di Goffredo Parise sembravano uscire da un dipinto (don Gastone Caoduro era dotato di una tale avvenenza che quando entrava nelle stanze ne cambiava persino la luce).

Stefania Portinari, curatrice della mostra “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo

sguardo di Ubaldo Oppi” è docente di Arte Contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, studiosa dell’Arte del Novecento, esperta di collezionismo, moda e design.

I biglietti per le conferenze-spettacolo sull’Arte ”Sogni del Novecento” sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale, in Viale Mazzini (tel. 0444.324442 - biglietteria@tcvi.it) aperta dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 18.15, online sul sito del teatro tcvi.it, agli sportelli di Intesa Sanpaolo ex Banca Popolare di Vicenza; i biglietti si possono acquistare anche tramite la App TCVI e in biglietteria del teatro un’ora prima degli eventi.

I prezzi dei biglietti per le conferenze-spettacolo “Sogni del Novecento” sono: 14 euro il biglietto intero, 11 euro il ridotto over 65 e under 30.

Ufficio Stampa

Teatro Comunale Città di Vicenza

Nella foto: George Lepape, Denise Poiret alla Festa della Milleduesima Notte.jpg

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18.01.2020
11:01
Emozionarte.it

A Bologna nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera

BLOB-OUT

Installazione video artistica site-specific di

BASMATI FILM (Audrey Coïaniz e Saul Saguatti) e DITRAVERSO

a cura di Silvia Grandi e Giuseppe Virelli

Image

Inaugurazione: 22 gennaio 2020, ore 18.00

dal 23 al 26 gennaio 2020

Parco Commerciale Borgo Mascarella

Via Stalingrado 71, Bologna

Nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera, il 22 gennaio 2020 inaugurerà “Blob-out”, installazione video artistica site-specific realizzata da Basmati Film (Audrey Coïaniz e Saul Saguatti) e Ditraverso con la collaborazione di Opificio Neirami, a cura di Silvia Grandi e Giuseppe Virelli, presso il Parco Commerciale Borgo Mascarella a Bologna.

L’installazione, visibile dal 23 al 26 gennaio 2020, mira a trasformare un tradizionale luogo urbano votato al commercio in un “iperluogo” plurisensoriale in grado di ridefinire la geografia di uno spazio architettonico e, allo stesso tempo, di stabilire nuovi rapporti con i suoi fruitori.

Nello specifico, il progetto, ideato appositamente dagli artisti Audrey Coïaniz e Saul Saguatti di Basmati Film e Ditraverso, mira a modificare l’usuale percezione dell’utente di un centro commerciale in un’esperienza immersiva reale (non virtuale) in continua mutazione attraverso l’utilizzo di forme, luci, proiezioni e suoni che in maniera costante modificano l’ambiente circostante in un’esperienza sensoriale e partecipativa, aprendo così alla possibilità di una percezione “altra” dello spazio.

Dalle finestre dell’edificio centrale del Borgo – il ristorante IKO – escono una serie di protuberanze pseudo organiche in materiale plastico semitrasparente che, come una sorta di “ectoplasmi”, invadono lo spazio circostante cambiandone la struttura architettonica e percettiva. Alcuni di questi Blob fantasmatici, infatti, sono luminosi mentre altri sono animati da proiezioni di immagini video in continua trasformazione. Le gocce luminose e pulsanti saranno accompagnate da musiche appositamente composte da Pasquale Sorrentino per sottolineare maggiormente la natura “fluttuante” e polisensoriale dell’installazione.

L’intera corte interna del Borgo Mascarella si trasforma così in un traboccante e vitalistico vaso di Pandora, dal quale fuoriescono propaggini accattivanti e ludiche protuberanze morbide e luminose, in costante “dialogo” con il pubblico. Un ambiente sinuoso e tentacolare, ricco di suggestioni oniriche, che stempera la rigidità dell’architettura e che avvolge lo spettatore proiettandolo in una dimensione straniante.

Il progetto, inserito nel calendario di ART CITY Segnala 2020, è promosso dal Parco Commerciale Borgo Mascarella, in collaborazione con Ristorante IKO, e patrocinato dal DAR Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna.

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10.01.2020
17:01
Emozionarte.it

Diffusa in Calabria - MOSTRA - VIDE Viaggio Dell’Emozione

Fino al 29 febbraio 2020

La mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione che coinvolge tutte le Sedi ricadenti nel Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, avrà prosecuzione fino al 29 febbraio del 2020.

L’esposizione consta in sedici reperti evocativi aventi per tema il viaggio.

Ne tracciamo i punti salienti.

LAMEZIA TERME

Città: Lamezia Terme (Catanzaro)

Nome del Museo: Museo archeologico lametino

Nome del reperto: Hydrìa di Cerzeto

Datazione: 380-370 a.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito

L’Hydrìa è nota per il suo ricco apparato figurativo che rimanda con forza al tema del mondo femminile greco. Le immagini principali rappresentano scene di toilette e alludono alla sfera nuziale e alla preparazione per il primo incontro d’amore. Dopo un bagno rituale all’aperto presso una rocciosa fonte sacra, la protagonista, avvolta in un sottile abito trasparente e adorna di gioielli, si rimira allo specchio per verificare la conquista di quel potere di seduzione che le permetterà di abbandonare lo status di adolescente per diventare finalmente sposa (in greco nymphe) e poi madre. Suggestiva è l’ipotesi di identificarla con la ninfa Terina, dea locale da cui i crotoniati trassero il nome della loro colonia, spostando il nostro viaggio dal mondo reale a quello dell’immaginario mitico.

COSENZA

Città: Cosenza

Nome del Museo: Galleria nazionale di Cosenza

Nome dell’opera: Riposo durante la fuga in Egitto, Francesco De Rosa detto Pacecco

Datazione: 1645 ca

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio come salvezza

Il tema del viaggio, generalmente inteso come piacere di scoprire luoghi nuovi, è declinato, nel dipinto Riposo nella fuga in Egitto di Pacecco De Rosa, come “itinerario” indicato da Dio per la salvezza del suo Figlio unigenito: è così che la Sacra Famiglia, in fuga verso la terra straniera d’Egitto, scampa all’atroce strage di innocenti ordinata da Erode e trova un momento di pace. Il dipinto manifesta grande intensità di accenti e, per intelligenza emotiva, figura a pieno titolo nell’ambito del “naturalismo affettivo” messo a fuoco dalla critica per questa fase della pittura napoletana.

AMENDOLARA

Città: Amendolara (Cosenza)

Nome del Museo: Museo archeologico nazionale di Amendolara

Nome del reperto: Aegyptiaca

Datazione: VIII-VII sec. a.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Un viaggio lungo rotte commerciali e scambi culturali nel Mediterraneo

Dalle terre d’Oriente alle coste della Sibaritide, navi mercantili di provenienza greca e fenicia trasportavano amuleti d’imitazione di tipo egizio, oggetti ritenuti magici poiché legati alle credenze della cultura faraonica della tutela, della fecondità femminile e della salute infantile. Tali oggetti erano destinati all’aristocrazia locale e conservati per generazioni come cimeli. La loro presenza nell’area di Amendolara è una testimonianza inequivocabile degli scambi culturali che direttamente o indirettamente attraverso i commerci, ponevano l’antico centro preellenico tra gli scali delle rotte battute da naviganti lungo le coste del Mediterraneo.

SIBARI

Città: Cassano all’Ionio (Cosenza)

Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale della Sibaritide

Nome del reperto: Pettorale in oro e argento

Datazione: 599-575 a.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari

Ritrovato nell’area di Stombi, il prezioso oggetto faceva parte di un antico pettorale utilizzato probabilmente come ornamento per una veste rituale. Tale reperto riassume nella propria materia d’oro e argento e nella lavorazione decorativa, formata da coppie di palmette a sette petali contrapposte a fiori di loto, i fasti di Sybaris, la città fondata dagli Achei nel 720 a.C., che tra il VII e il VI sec. a.C. conquistò, grazie alla sua floridezza, la supremazia sulle città di confine. Tale ruolo fu perduto dopo due secoli di splendore, quando decadde a seguito della dolorosa sconfitta infertale dall’esercito dei Crotoniati guidati dall’atleta Milone.

VIBO VALENTIA

Città: Vibo Valentia

Nome del Museo: Museo archeologico nazionale "Vito Capialbi"

Nome del reperto: Laminetta orfica di Hipponion

Datazione: IV sec. a.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nell’oltretomba

Piccole lamine d’oro databili fra IV e III sec. a. C. venivano create per essere seppellite insieme al defunto e per accompagnare la sua anima nel viaggio verso l’oltretomba. Legate al culto orfico, tali laminette possono essere considerate delle vere e proprie istruzioni di guida sul percorso da seguire nel viaggio finale. Tra queste, quella di Hipponion è la più completa. Ritrovata sul petto di una donna, ripiegata quattro volte su se stessa, presenta un’iscrizione greca incisa su sedici righe. Grazie alle indicazioni descritte, l’anima, aiutata dalla dea memoria Mnemosyne non si sarebbe accostata alla prima fonte che avrebbe trovato lungo il cammino, la fonte dell’oblio, ma avrebbe proseguito fino alla fonte della memoria, da lì avrebbe pronunciato le sacre parole alle porte degli Inferi che l’avrebbero condotta finalmente nell’aldilà.

BOVA

Città: Bova Marina (Reggio Calabria)

Nome del Museo: Museo e Parco archeologico "Archeoderi"

Nome del reperto: Colonna miliaria proveniente dalla località Amigdalà

Datazione: 306-367 d. C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Strade per viaggiare, strade per dominare

A partire dal II sec. a.C., Roma, divenuta ormai una grande potenza, aveva sentito l’esigenza di costruire delle strade per agevolare i collegamenti al Sud; così nacquero la via Capua-Regium, meglio nota come via Popilia, e sulla costa ionica l’asse viario che collegava Reggio con Taranto. Lungo questi tratti, furono costruite delle stazioni di sosta (stationes) che permettevano ai viaggiatori di rifocillarsi e cambiare i cavalli. Uno di questi punti di sosta, denominato Scilleum o Sileum, secondo l’Itinerario Guidonense, era situato nella vallata del S. Pasquale, in località Deri di Bova Marina. Su questo sistema stradale si colloca la colonna miliaria monolitica di calcare granitico locale, frammentata alle due estremità, che conserva due iscrizioni contrapposte, indice del suo riutilizzo in età successiva, una con dedica all’imperatore Massenzio e l’altra agli imperatori Valentiniano e Valente.

GIOIA TAURO

Città: Gioia Tauro (Reggio Calabria)

Nome del Museo: Museo archeologico Metauros

Nome del reperto: Anfora di produzione calcidese

Datazione: 550-500 a.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nell’oltretomba: le necropoli di Mètauros

L’antica Métauros fu fondata dagli abitanti di Zancle (odierna Messina) per motivi espansionistico-commerciali e nel VI secolo a.C. passò sotto l’influenza della colonia magno-greca di Locri. L’intensa urbanizzazione del secolo scorso non ha permesso la conduzione di indagini approfondite ed in estensione nella zona di Pian delle Fosse, sede probabile dell’abitato antico: solo quelle condotte lungo la fascia litoranea hanno restituito numerosi dati di conoscenza della necropoli in uso tra VII e V secolo a.C. I ricchi corredi attestano anche gli stretti legami di Métauros con i centri di Mylae, Zancle e Rhegion. Da segnalare, l’anfora con scena di auriga su biga, una delle numerose testimonianze di produzione ceramica calcidese rinvenute nel corso delle indagini.

LOCRI

Città: Locri (Reggio Calabria)

Nome del Museo: Musei e Parco archeologico nazionale di Locri - Museo del territorio di Palazzo Teotino Nieddu del Rio

Nome del reperto: Modellini di ninfei e reperti dal Santuario di Grotta Caruso

Datazione: dal VI sec. a.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nel territorio ionico: tra elementi naturali e rituali

Gli antichi vedevano le risorse naturali come elementi vitali per la sopravvivenza della comunità e l’acqua, elemento rigenerante presente nei miti di fondazione della terra, occupa un posto importante anche in occasione di cerimonie sacre in luoghi di culto dedicati a diverse divinità. A Locri, la scoperta di Grotta Caruso che presentava alle pareti una serie di nicchie e un bacino lustrale raggiungibile attraverso sette gradini, ne è una chiara testimonianza. Vi erano venerate le Ninfe, legate tradizionalmente ai luoghi d’acqua, che sovrintendono ai riti prenuziali con il passaggio dalla condizione di fanciulla vergine a quella di sposa. Frequentato dagli inizi del IV sec. a.C. fino alla metà del II secolo a.C., il suggestivo luogo di culto ha restituito un ricco deposito votivo di terrecotte: modellini di grotte-ninfeo in terracotta, figurine femminili nude sedute, piccoli rilievi (erme) con le teste delle Ninfe.

MONASTERACE

Città: Monasterace Marina (Reggio Calabria)

Nome del Museo: Museo e Parco archeologico dell'Antica Kaulon

Nome del reperto: I kadoi

Datazione: I sec. a.C. – I sec. d.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nell’antica colonia di Kaulonía, tra mare e zona aspromontana

I Kadoi erano particolari contenitori in terracotta utilizzati per la conservazione e per il trasporto della pece. E’ un rinvenimento abbastanza raro e non altrimenti documentato in Calabria che attesta come nell’antichità venissero sfruttate alcune delle risorse a disposizione. La città di Kaulonía, grazie alla sua localizzazione tra mare e zona aspromontana, offriva ai suoi abitanti e a quanti risiedevano nel suo territorio, la possibilità di procurarsi legname e pece, quella pece perfettamente conservata nei Kadoiesposti al museo, utilizzata oltreché per i fabbisogni quotidiani anche per uso commerciale. Va ricordato infatti, che il centro acheo era inserito nei circuiti commerciali marini dell’area mediterranea sia in età greca che romana.

SCOLACIUM

Città: Borgia (Catanzaro)

Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium

Nome del reperto: Reperti provenienti dalla Necropoli Sud-Est

Datazione reperti: fine I sec. a.C. – I sec. d.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Ultra limina leti – Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium​

Le necropoli di Scolacium testimoniano l’importanza del centro. Con la crescita economica e sociale della città si organizzarono e iniziarono ad estendersi anche le “città dei morti”. Le ricerche archeologiche hanno permesso di scoprire le diverse tipologie di sepolcri, dalle inumazioni alle tombe ad incinerazione, fino ai mausolei monumentali che, lungo le vie e sotto gli occhi dei cittadini, plasmavano la fisionomia del suburbio e erano uno dei punti di riferimento per i viaggiatori. Il contesto proposto per rappresentare l’ultimo viaggio proviene dalla necropoli sud-est, che ha restituito sepolture databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C.: una tomba ad inumazione in cassone di mattoni e due urne cinerarie (in terracotta e in lamina di piombo) con i loro corredi, manufatti in vetro deposti insieme alla salma e alcuni oggetti rinvenuti fusi all’esterno delle tombe, in relazione ai rituali post mortem.

MILETO

Città: Mileto (Vibo Valentia)

Nome del Museo: Museo statale di Mileto

Nome dell’opera: Turibolo in argento

Datazione: fine XV sec. - inizi XVI sec.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Viaggio alla riscoperta di un artigianato locale

Proveniente dal Tesoro dell’antica Cattedrale, il turibolo è il vaso metallico utilizzato per bruciare l’incenso e diffonderne il profumo durante le celebrazioni eucaristiche. Interrogare questo antico manufatto significa arretrare fino al XII secolo, al viaggio compiuto dall’abate Gioacchino da Fiore alla volta di Longobucco, sede di miniere in argento, per la fornitura di un calice. Tale notizia, ricavata dalla biografia del religioso, è stata di fondamentale importanza per stabilire l’esistenza e l’attività di una “scuola argentaria” nei pressi di Longobucco, e quindi collegare anche la realizzazione dell’incensiere di Mileto all’operosità di qualche officina locale e non già alla scuola napoletana. Il viaggio di Gioacchino da Fiore, quindi, è il viaggio alla riscoperta di un artigianato locale di lontanissime origini, ancora difficile da documentare, ma sicuramente esistito.

CROTONE

Città: Crotone

Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna

Nome del reperto: Parti di statue in marmo raffiguranti cavalli

Datazione: secondo quarto del V secolo a. C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: La figura del cavallo come compagno di viaggio

Gli elementi equini esposti a Capo Colonna rappresentano parti considerevoli di gruppi statuari raffiguranti presumibilmente i carri delle divinità. Essi componevano l’apparato decorativo dei frontoni del grande tempio di ordine dorico eretto nel 475-460 a.C., di cui oggi si conservano le enormi fosse di fondazione del basamento ed una delle sei colonne del lato orientale, affacciata sul mare, che dà oggi nome al sito, Capo Colonna.

CROTONE

Città: Crotone

Nome del Museo: Museo e Parco archeologico nazionale di Crotone

Nome dell’opera: Museruola in bronzo

Datazione: seconda metà del IV secolo a.C.

Descrizione relativa al tema del viaggio: La figura del cavallo come compagno di viaggio

Si tratta di una museruola per cavallo che doveva fungere da offerta votiva all’interno del santuario collocato nell'attuale località Vigna Nuova. Tale santuario rappresenta uno dei principali luoghi di culto di epoca greca individuati in corrispondenza dell’antica area urbana. La scelta di un tema legato al cavallo vuole mettere in collegamento due musei che convivono nello stesso Comune, Crotone. Mezzo di trasporto sin dall’antichità più remota ma anche segno di prestigio sociale, il cavallo verrà raccontato in maniera da porre in risalto le sue varie funzioni nel corso della storia, con particolare riguardo alle peculiarità che lo mettono in relazione con le culture greca e italica pre-romana in genere.

ISOLA DI CAPO RIZZUTO

Città: Isola di Capo Rizzuto (Crotone)

Nome del sito: Le Castella

Nome dell’architettura: Fortezza di Le Castella

Datazione: XIII - XVI secolo

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio tra terra e mare. Le Castella crocevia di popoli e di epoche

L’isolotto su cui sorge la fortezza di Le Castella è localizzato all’estremità orientale del golfo di Squillace. Collegato alla costa da un sottile lembo di terra, realizza una suggestiva simbiosi scenografica tra architettura costruita e architettura naturale. L’impianto del XIII secolo, costruito su preesistenze di epoca greca, rientrava nella politica di difesa del litorale attuato dagli angioini all’acquisizione del regno meridionale. Gli aragonesi ne entrarono in possesso dalla fine del XV secolo, trasformando la fortificazione, della quale la torre cilindrica costituiva il nucleo originario, adeguata alle nuove esigenze di difesa contro le armi da fuoco. Intorno al 1520 nacque a Le Castella Giovanni Dionigi Galeni, meglio conosciuto come Uluç Alì Pascià, corsaro dal nome turco da cui deriva il nostro “Uccialì” o “Occhialì”, figura esemplare per rappresentare il tema del viaggio come intreccio di relazioni, scambi, interazioni e migrazioni da sempre esistito nel mar Mediterraneo e in territorio calabrese.

GERACE

Città: Gerace (Reggio Calabria)

Nome del sito: Chiesa di San Francesco d’Assisi

Nome dell’architettura: Chiesa di San Francesco d’Assisi

Datazione: fine XIII - inizio XIV secolo

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nella spiritualità francescana

Importante esempio di architettura dell’ordine mendicante in Italia meridionale, la Chiesa, costruita tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento sui resti di un precedente edificio romanico, apparteneva ad un complesso conventuale di cui rimangono il pozzo e una parte del chiostro. Nonostante le trasformazioni di età barocca, conserva nelle sobrie forme la volontà di aderire ai dettami pauperistici dei suoi fondatori. Attraverso un monumentale portale trecentesco con decorazioni di ispirazione arabo-normanna si accede all'ampia aula rettangolare, coperta da tetto a capriate e illuminata da una serie di monofore. Arricchisce l'interno il magnifico altare seicentesco a tarsie marmoree, che disegnano mirabili elementi paesaggistici, fitomorfi e zoomorfi, fra cui un grazioso uccellino che sembra evocare il messaggio del fraticello d'Assisi "Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature".

STILO

Città: Stilo (Reggio Calabria)

Nome del sito: La Cattolica

Nome dell’architettura: La Cattolica

Datazione: fine X – inizio XI sec.

Descrizione relativa al tema del viaggio: Il viaggio nella spiritualità bizantina

Inserita in un suggestivo contesto paesaggistico, la Cattolica di Stilo è il monumento simbolo della Calabria bizantina. Di esigue dimensioni, è impostata su una pianta a croce greca inscritta in un quadrato con tre absidi orientate. L’interno è suddiviso in nove spazi da quattro colonne di spoglio e la luce vi filtra enfatizzandone la dimensione mistica. Le pareti e le cupole sono affrescate con immagini sacre che per il culto bizantino rappresentano una “…finestra aperta sul mondo soprannaturale al di là del tempo e dello spazio”. Colpiscono i vibranti colori degli affreschi, tra cui quelli della scena dell’Annunciazione, in cui Maria nel momento del concepimento, divenendo “…cielo senza cessare di rappresentare la terra…”, permise il riavvicinamento tra il divino e l’umano.

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MOSTRA

VIDE Viaggio Dell’Emozione

Fino al 29 febbraio 2020

Polo museale della Calabria

Direttore: Antonella Cucciniello

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

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10.01.2020
12:01
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A Milano: DAL PENSIERO…ALLA MATERIA - SCULTURE DI DANIELA RANCATI

mostra a cura di Francesca Bianucci e Chiara Cinelli

Inaugurazione giovedì 23 gennaio 2020, ore 18.00

Art Studio 38 Via Luigi Canonica 38, Milano

dal 20 gennaio al 9 febbraio 2020

ingresso libero

Milano, 09.01.2020 – Dal 20 gennaio al 9 febbraio 2020, la Galleria Art Studio 38 ospita la mostra “Dal pensiero…alla materia. Sculture di Daniela Rancati”, che sarà inaugurata, alla presenza dell’artista, giovedì 23 gennaio alle ore 18.00.

In mostra un gruppo di opere particolarmente rappresentative della ricerca estetica e tematica condotta dall’artista in oltre 30 anni di attività, a partire dal 1979, anno in cui ha avuto luogo la sua prima esposizione personale.

In questi lavori convergono due aspetti cardine dell’arte di Daniela Rancati: la sua intimità con la materia, che si traduce in una straordinaria dimestichezza nell’uso di diversi materiali - con una chiara predilezione per il rame - e la matrice concettuale della sua ricerca artistica.

Grazie a un vocabolario simbolico che appartiene al nostro immaginario collettivo, il pensiero dell’artista, sempre in dialogo con la sua emozione, prende forma nella materialità dell’opera offrendosi all’osservatore come stimolo concettuale, un invito ad ampliare la propria visione oltre la superficie delle cose, tornando a quegli archetipi universali che sono i capisaldi della nostra cultura e il nutrimento della dimensione spirituale che ci rende umani.

Su un piano puramente estetico, questa dialettica si esprime in una serie di opposte tensioni che infondono dinamismo alla composizione dell’opera: semplicità e complessità, pieni e vuoti, luce e ombra, ripetizione e variazione…

“Nei lavori di Daniela Rancati – osservano le curatrici della mostra - l’essenzialità della forma si coniuga con la ricchezza di significati di cui l’opera è portatrice. In ogni fase della sua ricerca, è evidente la predilezione dell’artista per un’espressione pura, fatta di linee “decantate” da qualsiasi forma sovrabbondante, superflua o esibizionistica. Opere, spesso leggere, che paiono vibrare come scosse da un’improvvisa emozione; ed è proprio da questa vibrazione che scaturisce quella necessaria risonanza tra l’opera e il suo osservatore che è il fine ultimo della comunicazione artistica”.

Daniela Rancati (Milano, 1951)

Vive e lavora a Milano

Scultrice e artista a tutto tondo, espone a partire dal 1973; realizza la sua prima personale a Milano, nel 1979. Dopo aver concluso gli studi artistici, la sua formazione artistica si sviluppa grazie alla guida dello scultore Ettore Calvelli: sono questi gli anni della ricerca sui materiali, dell’apprendimento di varie tecniche scultoree come la ceramica, la fusione, la lavorazione del legno e le materie plastiche, e il rapporto SPAZIO-MATERIA. Nel 1997 è invitata a presentare una personale al Museo Archeologico di Milano, nell’ambito della rassegna: “ISIDE un mito contemporaneo”. Negli ultimi anni la sua ricerca si è focalizzata sul “perché” della scultura rapportata all’evoluzione e involuzione dell’Uomo nel suo divenire. Numerose personali e collettive negli Stati Uniti, in Germania e in Francia accrescono la sua fama di scultrice di qualità. Nel corso della sua carriera artistica, ha ricevuto numerosi premi nazionali ed internazionali. La ricerca su materiali e forme sfocia anche in applicazioni di design brevettate. Hanno scritto dell’artista: I. Bianchi, G. Boaretto, S. Carrozzini, R. Castellani, P. Daverio, G. Di Genova, A. Fiz, D. Focarino, F. Gualdoni, M. Monteverdi, I. Mormino, C. Munari, E. Pietraforte, P. Restany, P. Senna, G. Seveso, D. Villani, D. Montalto, S. Pancera, G. Chiesa, C. Caserta, F. Bianucci, C. Cinelli, A. Tarsi.

www.danielarancati.com

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“DAL PENSIERO … ALLA MATERIA

SCULTURE DI DANIELA RANCATI”

Art studio 38

Via Luigi Canonica 38 - Milano

Inaugurazione giovedì 23 gennaio, ore 18.00

Apertura al pubblico dal 20 gennaio al 9 febbraio 2020 - ingresso libero

Orari della mostra da lunedì a domenica: 10.00 - 20.00

orario continuato

Per informazioni

Tel. 02 3314751

info@artstudio38.com

www.artstudio38.com

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Organizzazione e Ufficio Stampa

Bianucci Cinelli studio – Comunicazione, Organizzazione eventi, Ufficio stampa

via Lambro, 7 – 20129 Milano - tel. +39 02 29414955 – fax +39 02 29414955

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07.01.2020
11:01
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A Milano Art Gallery, dal 10 al 23 gennaio 2020, l’antologica dell’artista genovese Marco Locci, intitolata “I confini della realtà”.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 10 gennaio alle 18 con il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes.

L’arte di Marco Locci alla Milano Art Gallery con I confini delle meraviglie

I confini delle meraviglie, così si intitola la rassegna antologica del poliedrico artista Marco Locci, che aprirà il nuovo anno alla Milano Art Gallery in via Alessi 11. Così, nel cuore di Milano, in quella che è da oltre cinquant’anni la sede di incontri artistici e culturali di rilievo, il vernissage avrà inizio alle 18 di venerdì 10 gennaio. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, l’esposizione aprirà i portali dell’incanto. Sì, perché le opere di Marco Locci (1951, Genova - † 2015, Rapallo) coprono un quarantennio di intensa attività. Ispirandosi agli scritti di Borges, di Melville, Lovecraft e Swift, Locci ha creato una sua linea di narrazione che trae forza dal sogno e, crescendo leggero su di esso, lo trasmette all’osservatore.

Partito dall’Arte povera, l’artista ha sperimentato con i più svariati materiali, cominciando sempre dalla realtà per giungere all’essenziale. Avventura e mistero sono i due principali temi conduttori della sua ricerca, tra l’altro basata anche su astrofisica, fisica relativistica e quantistica. Forte nella sua arte che spazia tra le serie di “Babel”, “I Patanchi”, “Navi” e “Wunderkammer”, Locci sperimenta con la realtà e la fantasia, delineando percorsi e viaggi ai limiti del possibile, tra passato e futuro. Resta, in sottofondo, una linea di divertita ironia, di paradosso o di stupita meraviglia. Senz’altro di incredibile libertà immaginifica.

La precisione nel dettaglio, la delicatezza nel segno e la ricchezza dei colori saranno indubbiamente capaci di ammaliare, come delle sirene, è il caso di dirlo, i visitatori. Impossibile non lasciarsi trasportare da questi racconti per immagini e concedersi cinque minuti in più per restare in un sogno da sospiro.

I confini delle meraviglie sarà visitabile gratuitamente fino al 23 gennaio 2020 tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere a info@milanoartgallery.it. Oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

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02.01.2020
19:01
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Jago, scultore.

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20.12.2019
10:12
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A Bolzano la mostra personale di Sigrid Plattner presso la Casa cultura di Laives (Bz), presentata dal curatore di mostre Salvo Nugnes, che l’aveva selezionata per la Biennale Milano, a sua volta presentata da Vittorio Sgarbi con il contributo di numerosi personaggi famosi tra cui Edoardo Bennato, Morgan, Katia Ricciarelli, Silvana Giacobini, Massimo Giletti, Alviero Martini, Francesco Alberoni, Carolyn Smith, Maria Rita Parsi, ecc.

Intitolata “Astrid”, la rassegna aprirà alle 18 di venerdì 17 gennaio 2020 e resterà aperta fino al 24 gennaio.

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L’artista altoatesina Sigrid Plattner in mostra a Bolzano, presentata da Salvo Nugnes

Astrid, questo il titolo della personale dell’artista Sigrid Plattner, che aprirà l’anno nuovo a Bolzano. Il vernissage, fissato per le 18 di venerdì 17 gennaio 2020, verrà presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes alla Casa cultura di Laives, in via Pietralba 29. L’agente di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, del calibro di Vittorio Sgarbi, Margherita Hack e Francesco Alberoni, l’aveva infatti proposta al comitato di selezione per la mostra d’arte contemporanea internazionale Biennale Milano, tenutasi dal 10 al 14 ottobre 2019. La decisione di presenziare all’inaugurazione di Astrid per presentarla a pubblico e critica ne è stata la diretta conseguenza. In occasione dell’evento, Cesare Marchiori, al pianoforte, allieterà l’atmosfera e i visitatori con le sue note.

La mostra, fortemente voluta dalla pittrice, prende il nome dell’amata sorella gemella, madrina spirituale dell’esposizione. Sigrid Plattner, socia e componente del direttivo di Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, sez. Bolzano), vanta una collezione di circa seicento quadri, tutti dipinti in acrilico su pannelli di compensato di varie misure. Con questa personale a Laives presenta le sue emozioni attraverso i colori. Nota ai più per la serie I fiorellini, simbolo contro la violenza di genere, l’artista è entrata di diritto nel mondo dell’arte per i suoi ritratti naif dagli sfondi intensi. Come se volesse catturare l’anima e darle un colore, Sigrid va oltre le apparenze e cerca quel fuoco, quella gioia di vivere che incontra durante la fase creativa.

Salvo Nugnes ha scritto a proposito dei ritratti esposti a Biennale Milano e che ora fanno da manifesto alla personale: «Riprendendo la vivacità della Pop Art, Sigrid Plattner rende omaggio alla memoria della sorella con Astrid, raffigurandola come se si trattasse di un’icona dell’arte stessa. Protettore dell’ispirazione, il volto della giovane viene abbracciato da colori sgargianti nella loro essenza più pura. In questo, Sigrid Plattner afferma il suo profondo legame con l’arte, dichiarando di che natura sia: gioia nella sua più ingenua manifestazione, amore e gratitudine nei confronti della propria passione e di quanti la sostengano, ironia nel ripercorrere certi modelli imprescindibili, energia creativa in azione».

La mostra, realizzata con il sostegno dell’associazione culturale Lasecondaluna, resterà aperta fino al 24 gennaio, da martedì a sabato dalle 15 alle 19. La domenica dalle 10 alle 12. L’accesso è libero.

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19.12.2019
11:12
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A Milano la mostra personale dell’artista romana Silvana Landolfi, “Evoluzione porcellana”.

La rassegna si terrà presso la sede della Milano Art Gallery in via Ampère 102 (zona piazzale Loreto, Milano) da sabato 11 a sabato 25 gennaio. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, l’esposizione sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 14.20 alle 19. Chiuso la domenica.

Milano Art Gallery ospita la mostra di Silvana Landolfi. Quando l’eleganza è emozione

Artista rinomata, Silvana Landolfi giunge a Milano per la sua personale Evoluzione porcellana. A partire da sabato 11 gennaio infatti le sue opere verranno esposte presso la Milano Art Gallery, in via Ampère 102. Presentata dal curatore di mostre ed eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la rassegna vuole fare il punto sull’ultima produzione di Silvana Landolfi, decisamente interessante. E anche il suo percorso artistico è altrettanto degno di attenzione

L’artista, originaria di Esperia e residente a Roma, laureata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, a partire dagli anni Ottanta integra all’architettura e alla scenografia studi modulari della scultura contemporanea. Dieci anni dopo l’incontro con la pittura su porcellana al terzo fuoco risulta decisivo per la svolta che ne determinerà fortemente lo stile. La padronanza acquisita le consente così di fungere da ponte tra la pittura su ceramica e i principi plastici accademici. Le due cose si integrano al punto da divenire una sola cosa. La versatilità di Silvana Landolfi si riflette nei suoi lavori, dove alla pittura al terzo fuoco, lavorata con scavo e rilievo, si aggiungono anche altri materiali. Come afferma lei stessa in un’intervista rilasciata il 22 ottobre 2018 per la serie “L’Artista si racconta”: «La porcellana per me è diventata un mezzo alla pari del plexiglass, dell’acciaio o del vetro. Come elemento principale c’è la porcellana, che però si è fusa con gli altri materiali. È, sì, centrale, ma è quasi un tutt’uno con il resto». La porcellana dunque è il nucleo da cui partire, da cui si originano gli oggetti di Silvana Landolfi. Il suo stile inconfondibile trova poi maggiore forza espressiva nell’inserimento di una decorazione classica, nell’uso della prospettiva e, infine, nell’astrazione, nella frammentazione dei punti di vista. Alla base di tutto, come lei stessa afferma, c’è la progettazione, un’idea precisa che conferisce all’opera un’eleganza e una leggerezza insuperabili.

Il suo è un lavoro che si sviluppa nel tempo, pertanto si parla di evoluzione stilistica, una crescita che abbraccia più campi e consiste nella compenetrazione di spazio e materia, in un’elaborazione pittorica che non è solo decorativa ma anche metaforica.

Scrive così Luigi Gattinara, direttore della Triennale di Fotografia: «Le opere dell’artista Landolfi sono un raro esempio di come materiali diversi e così sofisticati possono convivere in un’armonica composizione. Come tessere di un mosaico sovrappongono la luce alla rotondità delle forme, la preziosità dei materiali all’essenzialità acuta di certe geometrie. Leggerezza è ciò che trapela da questi innesti in un dialogo similare a vetrate rinascimentali, maestose e al tempo stesso evanescenti. La conoscenza approfondita della materia si coniuga qui perfettamente con i soggetti onirici cari all’artista».

La mostra è a ingresso libero, visitabile fino a sabato 25 gennaio dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

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19.12.2019
10:12
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A Parma SALVADOR DALI’ VERSO PARMA 2020

Salvador Dalì 30 Years After the Genius conquista Parma

Le oltre venti opere del Maestro del Surrealismo resteranno esposte negli spazi di ART&CO fino al 28 febbraio 2020.

Strepitoso successo di pubblico alla galleria ART&CO Parma per l’inaugurazione della mostra Salvador Dalì 30 Years After the Genius.

Nella suggestiva Parma, a pochi giorni da Natale, si accendono i riflettori sull’esposizione di Salvador Dalì che regala, con un evento di grandissimo spessore artistico e culturale, un prestigioso fiore all’occhiello alla città ducale.

Le oltre venti opere del Maestro del Surrealismo resteranno esposte negli spazi di ART&CO fino al 28 febbraio 2020.

L’esposizione ha conquistato i moltissimi visitatori che affollavano la galleria in borgo Palmia, affascinati dall’arte del magnifico artista catalano che, ancora una volta, testimonia l’indiscusso talento che lo ha portato ad essere annoverato tra gli artisti più influenti e profondi del Novecento. Una genialità riconosciuta e ammirata anche dal re Juan Carlos I di Spagna, il quale, nel 1982, lo insignì del titolo di Marchese di Púbol.

30 Years After the Genius nel percorso espositivo, a cura di Simone Viola e Tiziano Giurin, fondatori di ART&CO, e di Alice Pezzali, responsabile di galleria, propone opere pittoriche, opere su carta e sculture, particolarmente rappresentative dell’intero panorama artistico daliniano.

Invero, delineare appieno la figura di Dalì è un’ardua impresa, considerato i tanti campi culturali, gli stimoli, le idee e le innovazioni di questo immenso artista che si è contraddistinto nel mondo delle arti come pittore, disegnatore, scrittore, pensatore, designer, cineasta e scenografo. Il genio spagnolo ha fatto di sé stesso un'opera d'arte vivente. A volte, infatti, la sua figura e la sua vita prevaricano le sue stesse opere. Lui stesso era una sua creazione.

ART&CO, con l’esposizione 30 Years After the Genius, patrocinata dal Comune di Parma, porta nella città parmense una parte significativa della memoria e del testamento artistico di Dalì, attraverso opere iconiche e celeberrime quali l'orologio de La persistenza della memoria o la figura di Alice in wonderland di Lewis Carroll, molto cara a Dalì, proprio perché strettamente legata al tema del sogno, dell'onirico e del surreale. Non manca un omaggio all’amatissima Gala e al surrealismo stesso, con il Surrealism King, così come riferimenti alla mitologia classica o ai tarocchi.

La mostra è significativa non solo per il pubblico, il quale ha l’opportunità di scoprire ed esplorare il labirinto della mente del virtuoso maestro, ma per la neo collaborazione siglata con Dalì Universe, la società che gestisce una delle più grandi collezioni private al mondo di opere d’arte di Dalì. Difatti, in virtù della nomina del Mibact che ha premiato l’incantevole città ducale come Capitale della Cultura, vedremo ART&CO proporre l'inserimento di sculture monumentali di Dalì all'interno del contesto cittadino per PARMA 2020.

Ferruccio Carminati, responsabile culturale dell’organizzazione Dalì Universe, soddisfatto, ha dichiarato: “Da sempre raccogliamo consensi con le mostre del grande maestro Salvador Dalì, ma il calore con il quale ci ha accolti questa città e l’entusiasmo dei visitatori il cui interesse è quasi tangibile, ci hanno confermato che abbiamo fatto la scelta giusta!”

La ART&CO, con le gallerie di Parma e Lecce, è reduce da un recente trionfo, ottenuto grazie alla joint venture con Life Art Gallery, Spirale Milano e Mediolanum Art Gallery, per la presentazione dell’ambizioso Progetto Artisti MAG, un programma che, nel prossimo triennio, vedrà l’internazionalizzazione dei più talentuosi artisti contemporanei italiani. E, proprio nella serata inaugurale di Salvador Dalì 30 Years After the Genius, non potevano mancare Massimo Ferrarotti, presidente di Spirale Milano e direttore artistico della MAG, e Stefano Pirrone, wealth advisor Medoilanum.

Simone Viola, direttore artistico di ART&CO, dopo i molteplici consensi da parte dei giornalisti e del pubblico, ha affermato: “Questa mostra è stato solo il primo step di una cooperazione a lungo termine con la società Dalì Universe. Lo scopo principe del sodalizio è quello di diffondere la bellezza della storia artistica del poliedrico Dalì, al fine di continuare il lavoro di divulgazione e valorizzazione della sua vita e per non lasciarla cadere in quell’oblio che Dalì tanto temeva. Per Parma 2020 era doveroso inserire il contributo indiscutibilmente prezioso di questo straordinario artista conosciuto in tutto il mondo. Ci sentiamo onorati come galleristi e amanti dell’arte di essere, nel tessuto del territorio, i promotori di un patrimonio immortale come quello delle opere del geniale Salvador Dalì”.

Durante la presentazione della mostra, il consigliere comunale Oronzo Pinto, intervenuto in rappresentanza del sindaco Federico Pizzarotti, ha espresso i suoi ringraziamenti alla ART&CO per l’eccellente lavoro, definendola ‘traghettatrice’ tra l’artista catalano e gli amanti della sua arte, ribadendo il bisogno di cultura nel nostro Paese e, soprattutto, la necessità di promuovere scenari d’arte diversi.

In una sua celebre frase, Dalì asseriva: “Più di tutto mi ricordo il futuro”.

E Parma 2020 guarda proprio al futuro. Sarà un anno da ricordare, trecentosessantacinque giorni di cultura, arte e imperdibili pezzi di storia da condividere, dove si racconteranno artisti, memorie e leggende nazionali ed internazionali.

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Orari apertura galleria

Dal lunedì al venerdì: 10:00 - 19:00

Sabato: 10:00 - 13:00

Possibilità di visite su appuntamento.

Ingresso gratuito

Credits Ph. Carlo Piersanti

Iolanda Pomposelli

For You Communication

Press Office

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19.12.2019
10:12
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A Roma Dario Fo e l’arte contemporanea, che si terrà allo spazio MICRO di Roma (viale Giuseppe Mazzini 1) dal 6 al 23 febbraio 2020.

La rassegna è curata da Salvo Nugnes e Vittorio Sgarbi, con il contributo del fotografo Roberto Villa, della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì.

A Roma un Dario Fo inedito: la mostra a cura di Sgarbi e Nugnes viene affiancata da artisti contemporanei

Dario Fo, una delle menti più brillanti e uno dei personaggi più controversi del Novecento. A lui è dedicata la prossima mostra antologica a cura di Vittorio Sgarbi e di Salvo Nugnes che darà largo spazio anche all’arte contemporanea. L’inaugurazione, prevista per le 18 di venerdì 6 febbraio, avrà luogo presso lo spazio espositivo Micro, in viale Giuseppe Mazzini 1, a Roma. La rassegna è presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Nugnes e gode del contributo della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì.

L’esposizione, in ricordo del premio Nobel, ripercorre vita e opere del maestro, e lo fa anche grazie al prezioso supporto degli scatti del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini. La mostra, che verrà impreziosita con opere appartenenti ad artisti contemporanei appositamente selezionati, gode di un luogo interattivo anticonvenzionale dedicato alla creatività, appunto, contemporanea. Uno spazio che soddisfa pienamente l’atmosfera fervente d’arte che verrà a materializzarsi con le immagini di un Dario Fo riconoscibile nelle sue vesti istrioniche, in quelle del giullare più famoso d’Italia, e con le creazioni degli autori giudicate idonee per l’evento. Le foto di Roberto Villa infatti colgono l’occhio giocoso, l’estetica di Dario Fo, documentando con grande maestria il lavoro del genio della commedia dell’arte italiana.

Così, sulla linea di quanto sostenuto dallo stesso Maestro, ossia che “la cultura non si può ottenere se non si conosce la propria storia”, questa mostra vuole offrire, oltre che un tributo a uno degli artefici della cultura italiana, anche la possibilità a talenti affermati o emergenti di porsi all’attenzione di pubblico e critica in un’occasione particolare. Particolare perché sono passati cinquant’anni dalla prima di Mistero Buffo e di Morte accidentale di un anarchico.

La kermesse, che culminerà volutamente nei giorni del Carnevale, chiudendo il 23 febbraio, è accessibile a tutti dal lunedì al giovedì dalle 10.30 alle 18 e dal venerdì al sabato dalle 10 alle 18. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere ad artfactory.eventi@gmail.com.

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19.12.2019
10:12
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A Roma Omaggio a Federico Fellini: parte da Roma l'amarcord teatrale per i 100 anni dalla sua nascita

Martedì 21 gennaio 2020, ore 21, presso il teatro Lo Spazio di Roma, andrà in scena "In viaggio con Fellini - Note, ricordi, sue fantasie", in cui l'attore e regista Francesco Sala interpreta Federico Fellini che racconta di sé e della sua immortale arte

L'OMAGGIO - Il 20 gennaio del 1920, ormai 100 anni fa, nasceva a Rimini il grande Federico Fellini. Regista, sceneggiatore, fumettista e scrittore italiano, è considerato uno dei maggiori nomi della storia del cinema mondiale. Nell'arco di quasi quarant'anni, da Lo sceicco bianco del 1952 a La voce della Luna del 1990, ha collezionato 4 Oscar per la categoria "miglior film straniero", esattamente per La strada, Le notti di Cabiria, 8½ e Amarcord, mentre nel 1993 gli è stato conferito quello alla carriera. I titoli dei suoi più celebri film, tra cui anche I vitelloni, La dolce vita e Roma, sono diventati famosi in tutto il mondo.

GLI APPUNTAMENTI - E' per questo che da Roma, la sua città d'adozione che tanto ha amato, in cui si trasferì nel 1939 per cercare di intraprendere la professione giornalistica e in cui morì nel 1993, partirà un delicato, toccante e ironico omaggio teatrale. Un "amarcord", direbbe lui.

Martedì 21 gennaio 2020, ore 21, presso il teatro Lo Spazio di Roma, andrà in scena "In viaggio con Fellini - Note, ricordi, sue fantasie", in cui l'attore e regista Francesco Sala interpreta Federico Fellini che racconta di sé e della sua immortale arte. Accanto a lui ci saranno la cantante Raffaela Siniscalchi, il maestro Antonio Nasca al pianoforte e il contributo artistico di Brivido Pop, all'anagrafe Marco Innocenti. Con la regia dello stesso Francesco Sala e con la preziosa collaborazione di Viola Pornaro, prodotto da Enrico Carretta. Con l'amichevole partecipazione di Gioia Ricci e degli allievi del Cantiere Teatrale, con il contributo di Schalcon spa. Ufficio Stampa: Uozzart. Il biglietto intero è di 12 euro, ridotti 9.

In programma anche letture speciali e omaggi artistici. Per i mesi successivi, invece, lo spettacolo viaggerà prevalentemente all'estero: ci sono già richieste, infatti, da Budapest, Amsterdam, Polonia e Iran.

LO SPETTACOLO - Lo spettacolo teatrale ha mosso i suoi primi passi presso il ristorante vegetariano Il Margutta Veggy Food & Art, che ne ospiterà il 16 gennaio una presentazione esclusiva. Nel tempio del gusto "green", cinque anni fa, andò infatti in scena “Sotto casa di Federico – Omaggio a Fellini”: una "cena teatrale", organizzata e fortemente voluta da Tina Vannini, da cui lo spettacolo del 2020 si è ispirato. Federico Fellini, quindi, torna nuovamente nella "sua" via Margutta, a pochi metri dalla sua storica casa e da quella targa, troppo poco conosciuta, che lo commemora.

"Un set cinematografico, semplice, spoglio - anticipa il regista Francesco Sala - Uno schermo bianco cinematografico, due stativi con dei proiettori montati alle estremità, una sedia da regista con un megafono a terra, delle valigie di cartone posate da un lato. E si materializzerà Federico Fellini, come animatore di un happening, medium di una seduta spiritica cialtrona, istrionica, buffonesca, in maniera sorniona, autorevole, malinconica, inedita, ci racconterà episodi nuovi suggestivi, accostamenti, idee, sogni, progetti in parte realizzati in parte no. Sarà come dice il titolo dello spettacolo: come fare un viaggio di un'ora e dieci con lui".

Salvo Cagnazzo

Ufficio Stampa Uozzart

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18.12.2019
11:12
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Ad Avellino La pittura a Napoli nei primi decenni del Novecento

MOSTRA D'ARTE

Ad Avellino presso il salone del Circolo della Stampa di Avellino (Prefettura) sito in Corso Vittorio Emanuele al civico 6, si terrà la mostra di rilevanza nazionale LA PITTURA A NAPOLI NEI PRIMI DECENNI DEL NOVECENTO da sabato 21dicembre 2019 dalle ore 18.00.

L’evento culturale è promosso dal Circolo culturale degli “Amici del MdAO”, con la collaborazione dell’Associazione Culturale ACO e del MdAO - Art Museum.

La Mostra, curata ed ideata da Stefano Orga, con la direzione artistica di Michela Femina, ha l'intento di contribuire a valorizzare la pittura napoletana d'inizio del XX secolo.

Essa è destinata ad affascinare coloro che si avvicineranno per la prima volta alla pittura napoletana del '900.

Il Verissage si terrà sabato 21 dicembre alle ore 18.00 con un concerto di brani della canzone napoletana di inizio Novecento realizzato dalla corale Le Bellezze della Musica diretta da Giuseppe D'Amore.

Un'evento culturale da non perdere per gli appassionati d'arte e non, che consentirà un contatto con pittori nati sul finire dell'Ottocento ed è attivi a Napoli e in Campania nei primi decenni del Novecento.

Saranno esposte opere dei seguenti pittori :

Ascione Nicola (1870-1957), Balestrieri Lionello (1872-1958), Barillà Pietro (1887-1953), Bocchetti Gaetano (1888-1990), Campaiola Alfredo (Attivo inizi XX sec.), Cangiullo Francesco (1884-1977), Canino Vincenzo (1892-1978), Caputo Ulisse (1872-1948), Carignani Roberto (1894-1975), Catelli Camillo (1886-1978), Crisconio Luigi (1893-1946), Curcio Edgardo (1881-1923), De Corsi Nicolas (1882-1956), De Nicola Francesco (1882-1961), Galante Francesco (1884-1972), Giarrizzo Manlio (1897-1957), Girosi Franco (1896-1987), La Bella Vincezno (1872-1954), Notte Emilio (1891-1982), Panza Giovanni (1894-1989), Pasini Edoardo (1886-1963), Pelliccioti Tito (1871-1950), Richizzi Gaetano (1879-1950), Siviero Carlo (1882-1953), Striccoli Carlo (1897-1980), Terracina Arturo Bacio (1882-1958), Uva Giuseppe (1874-1937), Villani Giovanni (1885-1948), Viti Eugenio (1881-1952).

Uno speciale ringraziamento va a tutti i prestatori delle preziose opere in mostra.

Per informazioni e contatti: mdao@libero.it .

Evento FB: https://www.facebook.com/events/1449582575173355/

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17.12.2019
10:12
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A Milano In memoria di Alda Merini: aperte le selezioni per esibire il proprio talento alla Milano Art Gallery

Aperte le selezioni degli artisti, attori, poeti e musicisti che vorranno prendere parte alla mostra-evento in ricordo di Alda Merini.

La data di esibizione e di apertura della mostra è fissata per il 24 gennaio alle 17 presso la Milano Art Gallery (via Alessi 11, MI).

Durante l’inaugurazione una delle figlie di Alda Merini, Emanuela Carniti, presenterà il libro Alda Merini, mia madre.

Per info sulle selezioni: info@wearewe.it .

MILANO. Arte, poesia, teatro e musica, l’evento che si propone di ricordare la celebre poetessa e scrittrice Alda Merini abbraccia tutti i campi artistici. Le selezioni della manifestazione a cura del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e di Flavia Sagnelli, presidente dell’associazione WE – Women Empowerment sono finalmente aperte. Venerdì 24 gennaio la data da fissare nel calendario. Alle 17 infatti, presso la Milano Art Gallery di via Alessi 11, avrà luogo l’apertura di quella che sarà oltre che un’occasione per presentare il proprio talento al pubblico, anche una mostra. Le opere resteranno infatti esposte fino a giovedì 13 febbraio 2020.

Proprio il 24 gennaio Emanuela Carniti, figlia della poetessa, presenterà il libro Alda Merini, mia madre (Manni Editori, 2019). Il contesto, quello milanese, renderà un sentito tributo a una delle più grandi e amate scrittrici del Novecento italiano. Si legge infatti: “Una vita, la sua, appassionante e appassionata, drammatica ed eccezionale: il precoce talento e la frequentazione fin da giovanissima dei maggiori intellettuali, la malattia mentale e i ricoveri in manicomio, i due matrimoni e i grandi amori, la celebrità arrivata tardi, il quartiere-mondo dei Navigli a Milano...”

Innumerevoli gli spunti, aperte alle personali proposte le selezioni per poter dimostrare nel cuore di Milano le proprie abilità e la propria sensibilità nel canto, nella recitazione, in performance significative che possono coinvolgere tanto il mondo della musica quanto quello della poesia, fino a giungere a quello pittorico, scultoreo o fotografico.

A dieci anni dalla scomparsa della celebre Alda Merini, nella storica galleria che è stata dapprima la sede del Maurizio Costanzo Show e che ha visto un giovane Sgarbi dare consigli sulle opere d’arte, viene dunque spontaneo incoraggiare tutti gli autori, gli attori e gli artisti a prendere parte all’evento con le stesse parole della poetessa: “Devo liberarmi del tempo | e vivere il presente giacché non esiste altro tempo | che questo meraviglioso istante”.

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17.12.2019
09:12
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A Cosenza Apertura straordinaria

Galleria nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

Martedì 17 dicembre 2019

Ore 19.30/22.30

Martedì 17 dicembre 2019 la Galleria nazionale di Cosenza, posta nel Cinquecentesco palazzo Arnone di Cosenza, potrà essere visitata, con un’apertura straordinaria, anche dalle ore 19.30 alle ore 22.30.

Occasione per poter vedere, in una fascia oraria diversa, i tanti capolavori che custodisce: dalla Sezione acquisizione con le opere di Pietro Negroni, Marco Cardisco, Mattia Preti, Massimo Stanzione, Jusepe de Ribera, Luca Giordano ai dipinti della Collezione UBI Banca, avuta in comodato, alla raccolta grafica del maestro futurista, nonché alla sezione dedicata all’arte contemporanea.

Dulcis in fundo sarà possibile ammirare Il Bambin Gesù delle mani, una straordinaria opera del Pintoricchio risalente alla fine del 1400 che rimarrà esposta nella Galleria nazionale di Cosenza fino all’11 gennaio del 2020.

La Galleria Nazionale di Cosenza, il cui referente è lo storico dell’arte Faustino Nigrelli, è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

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Apertura straordinaria

Galleria nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

Martedì 17 dicembre 2019

Ore 19.30/22.30

Polo museale della Calabria

Direttore: Antonella Cucciniello

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

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13.12.2019
09:12
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A Milano al museo diocesano ARTEMISIA GENTILESCHI

L'Adorazione dei Magi al Museo Diocesano

Visite guidate

SABATO 14 dicembre / ore 11:00

Visita guidata con il metodo Descrivedendo

Durata: 60 min.

Costo: visita guidata GRATUITA + biglietto d’ingresso al Museo

DOMENICA 15 dicembre / ore 15:30

Visita guidata per adulti

Durata: 60 min.

Costo: visita € 8 + biglietto d’ingresso al Museo

Informazioni e prenotazioni:

visiteguidate@museodiocesano.it

T 02 89420019

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Sabato 14 e domenica 15 dicembre

Gli studenti del Liceo classico e scientifico dell'Istituto Salesiano Sant'Ambrogio di Milano, nell'ambito del progetto alternanza scuola-lavoro, sono lieti di accogliere i visitatori e introdurli alla mostra Artemisia Gentileschi. L'Adorazione dei Magi.

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13.12.2019
09:12
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A Milano “I COLORI DEL NATALE” esposizione e vendita di acquerelli originali di MARIA CRISTINA LO CASCIO

dal 14 dicembre 2019 al 12 gennaio 2010

tutti i giorni, escluso giovedì, 09.00 – 11.45 e 15.00 – 17.00

presso il Monastero delle Carmelitane Scalze

via Marco Antonio Colonna 30, 20149 Milano

“I colori del Natale” è la mostra proposta da Maria Cristina Lo Cascio in occasione delle festività natalizie 2019 e le opere in esposizione sono una selezione di acquerelli originali, realizzati per illustrare libri che sono stati pubblicati in tutto il mondo.

Maria Cristina Lo Cascio collabora con numerose agenzie di pubblicità e case editrici in Italia e all’estero e può vantare decine di pubblicazioni in tutto il mondo.

www.inkandcolors.com/locascio.htm

mclocascio@inkandcolors.com

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12.12.2019
14:12
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A Foggia la mostra personale di sculture di Pax Vaira, voluta dalla città di Foggia presso il Museo Civico di Foggia, Piazza V. Nigri 3, dal 12 Dicembre 2019 al 3 Gennaio 2020.

In esposizione ci sono sculture in marmi, resina, legno e bronzo che esplorano diverse tradizioni e parlano di tolleranza e dell'essere umano.

Incontro con l’artista, vernissage, sabato 14 Dicembre dalle 18.30 alle 21

Per saperne di più www.paxvaira.com

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12.12.2019
12:12
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A Napoli Mediterraneo: Keramikos 2020

Museo Duca di Martina - Villa Floridiana

Inaugurazione della mostra

Venerdì 20 dicembre 2019, ore 17.00

Venerdì 20 dicembre 2019 alle ore 17.00 al Museo Duca di Martina di Napoli sarà inaugurata la mostra

Mediterraneo: Keramikos 2020, a cura di Lorenzo Fiorucci, organizzata dall’Associazione culturale Magazzini della

Lupa in collaborazione con il Polo museale della Campania, diretto da Anna Imponente, e il Museo Duca di Martina,

diretto da Luisa Ambrosio. Mediterraneo: Keramikos 2020 sarà visitabile dal 21 dicembre 2019 al 15 marzo 2020.

Il Mediterraneo è il filo conduttore che lega Napoli, la sua storia e la sua cultura, alla materia prima per eccellenza: la

terra, con cui nei secoli l'uomo ha elaborato forme, narrato storie, impresso credenze, mescolato culture talvolta

molto lontane e diverse, capaci oggi di offrire suggestioni formali, evocare itinerari, memorie di viaggi che

riecheggiano anche nelle collezioni del Museo Duca di Martina.

Sul tema si sono interrogati 26 artisti, suddivisi in tre ambiti: una sezione Omaggio, che rappresenta un tributo a

quattro maestri della scultura del Novecento – Clara Garesio, Muky, Giuseppe Pirozzi e Franco Summa – e due sezioni

che sintetizzano le modalità con cui gli artisti si sono relazionati al Mediterraneo: Memoria del Mediterraneo, con

opere di Toni Bellucci, Andrea Caruso, Tonina Cecchetti, Eraldo Chiucchiù, Giorgio Crisafi, Carla Francucci, Evandro

Gabrieli, Mirna Manni, Sabine Pagliarulo, Angela Palmarelli, Antonio Taschini, e Metafora del Mediterraneo, in cui

espongono Rosana Antonelli, Luca Baldelli, Massimo Luccioli, Massimo Melloni, Riccardo Monachesi, Sabino de

Nichilo, Marta Palmieri, Attilio Quintili, Mara Ruzza, Stefano Soddu, Alfonso Talotta.

Nata nel 2007 con l’intento di valorizzare la ceramica quale medium espressivo, la biennale Keramikos testimonia la

vitalità di una tradizione scultorea antichissima e la sua sempre più assidua presenza sulla scena artistica

contemporanea. Dal 2014 è ideata e organizzata dall'associazione culturale Magazzini della Lupa di Tuscania, che

negli anni ha contribuito a diffondere, attraverso mostre e pubblicazioni, la conoscenza della scultura ceramica

contemporanea. Questa edizione partenopea conferma l'impostazione data dal curatore Lorenzo Fiorucci all'edizione

di Viterbo nel 2018, perfezionandone ulteriormente la proposta: non più una visione che storicizza il

contemporaneo, ma all'opposto le ricerche odierne che attualizzano e riflettono attorno ad un argomento che

attraversa la storia.

“La mostra Mediterraneo insiste sull’idea di un vasto enclave di saperi tramandati e attualizzati, in un’area

ampia e condivisa tra maestri riconosciuti ed interessanti esperienze più recenti. Questa selezione di opere

si presenta come una continua sorpresa, un resoconto dei molti significati affidati alla intrinseca fragilità

della ceramica, alla seduzione del destinatario e anche al suo terrore” , dichiara il Direttore del Polo, Anna

Imponente.

“Con la mostra Mediterraneo: Keramikos 2020 – afferma il direttore del Museo Duca di Martina, Luisa Ambrosio –

continua l'impegno del Museo ad accogliere nuove e diverse espressioni contemporanee dell'arte ceramica e

presentarle in uno dei siti museali più antichi della città di Napoli, costituto in massima parte dal fondo di Placido de

Sangro, duca di Martina (ante 1891). Dal 2014, infatti, è stato intrapreso un percorso di graduale conoscenza delle

realtà ceramiche contemporanee e della produzione di design, promuovendo mostre e incontri didattici”.

La mostra è corredata da un catalogo edito da Freemocco, con presentazione di Anna Imponente, introduzione di

Luisa Ambrosio e testi di Valentina Fabiani, Lorenzo Fiorucci, Domenico Iaracà, Francesca Pirozzi, Marco Maria

Polloniato.

Ufficio stampa Associazione

Luigi Tizi

magazzinidellalupa@libero.it

Ufficio Promozione, Comunicazione e Stampa - Polo museale Campania

Simona Golia

pm-cam.uffstampa@beniculturali.it

Alessia Fuscone

pm-cam.promozione@beniculturali.it

Diana Savella

pm-cam.comunicazione@beniculturali.it

Info

Date mostra 21.12.19 > 15.03.2020

Museo Duca di Martina, via Cimarosa 77 - via A. Falcone 171, 80127 Napoli

Orario: lun. - dom. 8.30-17.00 (ultimo ingresso ore 16.15)|martedì chiuso

Tel. +39. 0812294700 – 0815788418

pm-cam.martina@beniculturali.it

www.polomusealecampania.beniculturali.it

facebook.com/museoducadimartina

facebook.com/dellalupamagazzini

facebook.com/rassegnakeramiko

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