News app

Comunicati a info@emozionarte.it · Condividi ·

Live da Twitter
625526210954853_1529556990551766
Emozionarte.it 31.01.2020
09:01

A Vicenza Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi

in Basilica Palladiana, Vicenza, fino al 13 aprile 2020

a cura di Stefania Portinari

Comunicato stampa

L’amicizia femminile, il sogno, il doppio riflesso nello specchio, il rapporto tra il pittore e la modella, donne fiere al punto da divenire feline, la nostalgia di paradisi perduti, ma anche la crudezza della realtà, sono i temi centrali della mostra.

Dipinti meravigliosi, abiti bellissimi, gioielli, sogni di esotismo, desideri di viaggi e amori pervadono lo spazio espositivo, in dialogo bellissimo con l’architettura della basilica palladiana. L’effetto sarà magico, rievocando quegli Anni Venti in cui, come scrisse la prima critica d’arte donna, la potente Margherita Sarfatti, “la pittura appare tra tutte l’arte magica per eccellenza”.

Lo scrittore Massimo Bontempelli, quasi evocasse le ragazze di oggi, raccontava con affascinata meraviglia i primi piani delle donne distratte nei caffè. Siamo negli anni Venti e, nell’Europa uscita da poco dalla Prima guerra mondiale, le donne cominciano a conquistare un proprio ruolo: sempre più autonome, seduttive e moderne. I capelli si accorciano come la lunghezza delle gonne, mentre la loro influenza nella società e nella cultura si fa sempre più intensa. Coco Chanel cambia la moda, Amelia Earhart attraversa in volo l’Atlantico, i balli di Josephine Baker incantano Parigi, Virginia Woolf scrive i suoi capolavori.

Sogni di avventure, amori e successi imperniano le esistenze degli artisti che attraversano quegli anni come un viaggio ricco di aspettative e desideri, in un tempo che sa essere anche complicato. Interpreti sensibili dei cambiamenti e dei sentimenti, i pittori danno vita a immaginari nuovi, da cui nascono ritratti di donne che si stagliano da protagoniste con potenti personalità, esaltate nella loro seducente energia.

Di queste signore offrono ritratti magnetici gli artisti che stanno promuovendo l’arte più nuova, all’insegna di una ‘classicità moderna’. Sono tutti stati convocati nella mostra: Felice Casorati, Mario Sironi, Antonio Donghi, Achille Funi, Piero Marussig, Mario Cavaglieri, Guido Cadorin Massimo Campigli e, naturalmente, Ubaldo Oppi. Oppi, cresciuto a Vicenza ma formatosi tra Vienna, Venezia e Parigi, ha un immediato successo in mostre importantissime, anche nella Milano e nella Roma dei primi anni Venti, dove viene ‘scoperto’ da Margherita Sarfatti e Ugo Ojetti. I suoi dipinti ci rivelano lo sguardo attraverso cui scorrono in mostra una costellazione di ritratti dei maggiori artisti che sono stati suoi amici e avversari in esposizioni strabilianti, dal Salon d’Automne di Parigi al Premio Carnegie di Pittsburgh, dalla Biennale di Venezia alla mostra di Modern Italian Art di New York.

La sede e il gruppo di lavoro

La mostra è parte di un progetto di rilancio della Basilica Palladiana di Vicenza, destinata a ospitare continuativamente esposizioni di rilevanza internazionale.

L’esposizione è curata da Stefania Portinari, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, affiancata da un comitato scientifico composto da Gabriella Belli (Fondazione Musei Civici di Venezia), Elena Pontiggia (Accademia di Belle Arti di Brera), Alessandro Del Puppo (Università degli Studi di Udine), Luca Massimo Barbero (Fondazione Giorgio Cini di Venezia), Nico Stringa (Università Ca’ Foscari Venezia), Valerio Terraroli (Università degli Studi di Verona), Elisabetta Barisoni (Fondazione Musei Civici di Venezia), Giuseppina Dal Canton (Università degli Studi di Padova), Sergio Marinelli (Università Ca’ Foscari Venezia), Sileno Salvagnini (Accademia delle Belle Arti di Venezia).

La mostra

Una delle correnti di pittura più affascinanti degli anni Venti è quella del “Realismo Magico”, in cui la visione della realtà è immersa in un’atmosfera di meraviglia e di attesa, che in Italia è affiancata dalle ricerche degli artisti riuniti nella definizione di “Novecento Italiano”, che declinano la loro arte evocando anche memorie della classicità e del Rinascimento.

Tale esaltante alleanza tra modernità e classicità è preceduta da una riflessione profonda sui rinnovamenti della pittura che sono avvenuti a Vienna e a Parigi tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, in particolare da suggestioni della Secessione Viennese guidata da Gustav Klimt, dal simbolismo e dall’espressionismo, in cui le donne sono raffigurate come fanciulle, muse dormienti, ninfe leggiadre o seduttrici, come dentro un sogno di fiaba. Non a caso la mostra si apre con la leggendaria ‘Giuditta’ di Klimt.

Quelle raffigurazioni pervadono le ricerche di molti protagonisti dell’arte italiana e trovano riscontro in particolare a Venezia, dove quelle influenze fioriscono nelle mostre di giovani artisti che si tengono a Ca’ Pesaro, dove espongono tra gli altri Vittorio Zecchin, Felice Casorati e Mario Cavaglieri, profondamenti influenzati dall’impatto di Klimt, che ha anche una sala personale alla Biennale di Venezia del 1910. Altri, come Arturo Martini, Gino Rossi o Guido Cadorin, seguono la strada indicata dal post-impressionismo o dal cubismo. Da quelle meravigliose scoperte prende avvio un mondo nuovo, un’arte che non si era mai vista, che emana ispirazioni ardite e inebrianti follie, un’idea spregiudicata che innerva la Belle Époque e scorre, rinnovata e intensa, nel primo dopoguerra.

Ubaldo Oppi (Bologna 1889 – Vicenza 1942) è un protagonista assoluto di quegli anni, uno degli artisti più famosi tra l’Europa e gli Stati Uniti: a Parigi conosce Modigliani allo sbando, ha un flirt con la modella Fernande Olivier, che lascia Picasso per fuggire con lui, viene rapito dai colori intensi e dalle pennellate fauves di Kees van Dongen, dai segni sinuosi di Matisse.

Negli anni Venti crea affascinanti ritratti di donne, dalle Amiche all’amata moglie Delhy, che vengono acquistate in collezioni favolose. Dalla Biennale di Venezia al Salon d’Automne di Parigi, dal prestigioso Premio Carnegie a Pittsburgh alla Mostra della Secessione nel Glaspalast di Monaco di Baviera, è conteso da curatori e intellettuali.

Assieme a lui si muovono nel panorama più avvincente dell’arte protagonisti, tra gli altri, quali Felice Casorati, Mario Sironi, Antonio Donghi, Cagnaccio di San Pietro, Achille Funi, Piero Marussig, Mario Cavaglieri, Guido Cadorin, Massimo Campigli.

I crediti

La mostra è promossa dal Comune di Vicenza e realizzata dal Palladio Museum e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza in collaborazione con l’Accademia Olimpica e la Fondazione Giuseppe Roi. È sostenuta dalla Provincia di Vicenza, con il patrocinio della Regione del Veneto e con il contributo di Fondazione Cariverona.

Partner della mostra è Intesa Sanpaolo.

Si ringraziano le organizzazioni e le aziende che hanno creduto e sostenuto questo progetto: gli sponsor Confindustria Vicenza, AIM Vicenza SpA e Zeta Farmaceutici con il marchio Euphidra dermocosmesi italiana e lo sponsor tecnico Idealed del Gruppo Bibetech SpA.

Media partner sono Il Giornale di Vicenza e TVA.

Hanno contribuito alla promozione della mostra il Consorzio Vicenzaè e Confcommercio Vicenza.

Un ringraziamento particolare a Cereal Docks, sostenitore della campagna Art Bonus per l’allestimento del progetto triennale Grandi Mostre in Basilica.

site www.mostreinbasilica.it

Ufficio Stampa nazionale

Studio ESSECI di Sergio Campagnolo

Tel. 049663499

Referente: Roberta Barbaro – gestione3@studioesseci.net

www.studioesseci.net

625526210954853_1469253493248783
Emozionarte.it 18.01.2020
11:01

A Bologna nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera

BLOB-OUT

Installazione video artistica site-specific di

BASMATI FILM (Audrey Coïaniz e Saul Saguatti) e DITRAVERSO

a cura di Silvia Grandi e Giuseppe Virelli

Image

Inaugurazione: 22 gennaio 2020, ore 18.00

dal 23 al 26 gennaio 2020

Parco Commerciale Borgo Mascarella

Via Stalingrado 71, Bologna

Nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera, il 22 gennaio 2020 inaugurerà “Blob-out”, installazione video artistica site-specific realizzata da Basmati Film (Audrey Coïaniz e Saul Saguatti) e Ditraverso con la collaborazione di Opificio Neirami, a cura di Silvia Grandi e Giuseppe Virelli, presso il Parco Commerciale Borgo Mascarella a Bologna.

L’installazione, visibile dal 23 al 26 gennaio 2020, mira a trasformare un tradizionale luogo urbano votato al commercio in un “iperluogo” plurisensoriale in grado di ridefinire la geografia di uno spazio architettonico e, allo stesso tempo, di stabilire nuovi rapporti con i suoi fruitori.

Nello specifico, il progetto, ideato appositamente dagli artisti Audrey Coïaniz e Saul Saguatti di Basmati Film e Ditraverso, mira a modificare l’usuale percezione dell’utente di un centro commerciale in un’esperienza immersiva reale (non virtuale) in continua mutazione attraverso l’utilizzo di forme, luci, proiezioni e suoni che in maniera costante modificano l’ambiente circostante in un’esperienza sensoriale e partecipativa, aprendo così alla possibilità di una percezione “altra” dello spazio.

Dalle finestre dell’edificio centrale del Borgo – il ristorante IKO – escono una serie di protuberanze pseudo organiche in materiale plastico semitrasparente che, come una sorta di “ectoplasmi”, invadono lo spazio circostante cambiandone la struttura architettonica e percettiva. Alcuni di questi Blob fantasmatici, infatti, sono luminosi mentre altri sono animati da proiezioni di immagini video in continua trasformazione. Le gocce luminose e pulsanti saranno accompagnate da musiche appositamente composte da Pasquale Sorrentino per sottolineare maggiormente la natura “fluttuante” e polisensoriale dell’installazione.

L’intera corte interna del Borgo Mascarella si trasforma così in un traboccante e vitalistico vaso di Pandora, dal quale fuoriescono propaggini accattivanti e ludiche protuberanze morbide e luminose, in costante “dialogo” con il pubblico. Un ambiente sinuoso e tentacolare, ricco di suggestioni oniriche, che stempera la rigidità dell’architettura e che avvolge lo spettatore proiettandolo in una dimensione straniante.

Il progetto, inserito nel calendario di ART CITY Segnala 2020, è promosso dal Parco Commerciale Borgo Mascarella, in collaborazione con Ristorante IKO, e patrocinato dal DAR Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna.

1581872401
16.02.2020
18:00
Amici Museo Bologna Martedì 18 Febbraio ore 17:30 si terrà la #conferenza : "Il #Colonialismo e la fine delle #esplorazioni ", a cura di… https://t.co/31zwxMz05P
1581787706
15.02.2020
18:28
Genus Bononiae 𝑾𝑶𝑴𝑬𝑵. 𝑼𝒏 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 la nuova mostra fotografica in collaborazione con il @NatGeoItalia 👩‍🦰👩🏼👩🏿Ti aspett… https://t.co/qYWTRg4amV
1581443818
11.02.2020
18:56
MAMbo Le #EdizioniMAMbo , grazie al contributo della @FondazioneMonte , realizzano la #ristampa anastatica di #GENNAIO70 , v… https://t.co/HdleA4jbcT
1556033055
23.04.2019
17:24
ServiziMusealiBo Planet or Plastic? By National Geographic 13 aprile-22 settembre Genus Bononiae. Musei nella Città https://t.co/OAHgDl2aES
1536849507
13.09.2018
16:38
Museo della Figurina Il 2000 come lo immaginavano nel 1900, e altre vecchie figurine https://t.co/yuKak3K8BJ di @ilpost

Condividi Scarica l'app - archivio - Seguici su Facebook.